Salerno

Urla, calci, tensione altissima. Distrutto il presidio di Martina la giovane che da giorni è accampata davanti ai cancelli. Una mattinata di violenza e rabbia dove tutti escono sconfitti. Davanti ai cancelli delle Fonderie Pisano la guerra tra operai e manifestanti. Il diritto al lavoro contro il diritto alla salute. 

"Noi eravamo venuti per dare una mano, siamo giovani, vogliamo far sentire la nostra voce - racconta Matteo Zagaria che abita cinquanta metri sopra le fonderie - Ma davvero nessuno se lo aspettava. 50 operai contro dieci persone indifese. Capisco che sono preoccupati per il lavoro, non è colpa loro, ma non possono prendersela con noi che qui abbiamo visto i nostri parenti morire".

E' stato tutto così veloce, non abbiamo capito nulla - spiega Mauro Melone, un altro giovane che si è unito alla protesta di Martina in questi giorni, anche lui studente universitario, anche lui residente della zona - . Ci hanno rincorso con le bottiglie di vetro spaccate, ci hanno presi a calci. Una furia incredibile, una rabbia che covava già da tempo. Hanno distrutto le tende, buttato in strada gli effetti personali. Lo so che sono esasperati, ma non è questo il modo di reagire. Non devono prendersela con noi, ma con chi non vuole risolvere la cosa a livello istituzionale".   

Solidarietà a Martina Marraffa è arrivata dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che parla di un “ignobile e ingiustificabile atto di violenza ed intolleranza». Il primo cittadino è andato davanti allo stabilimento alle ore 14.45. Forti contestazioni lo hanno accolto, sia da parte dei cittadini che degli operai all'interno della fabbrica.