Salerno

Il sindaco Napoli ha fatto visita nel primo pomeriggio al presidio permanente distrutto da alcuni lavoratori della Fonderia Pisano. Con lui c’erano gli assessori all’Ambiente Gerardo Calabrese e alle Politiche Sociali, Nino Savastano. Il primo cittadino ha avuto un confronto diretto con gli attivisti che gli chiedevano a più riprese di emettere un’ordinanza sindacale di  chiusura dell’opificio. «So di essere il massimo rappresentante sanitario cittadino ma non posso emettere ordinanze sindacali non avvalorate da dati certi delle autorità sanitarie. – ha affermato il facente funzioni Napoli – Qualsiasi Tar impugnerebbe il mio atto e in 15 minuti farebbe riaprire la fabbrica. Mi rendo conto che gli animi sono surriscaldati ma vi assicuro che se dall’Arpac mi giunge che c’è anche il seppur minimo rischio, in meno di un quarto d’ora emetto ordinanza di chiusura delle Fonderie. Nel mio ruolo mi devo fidare dell’Arpac”. Nella discussione è entrato anche l’assessore all’Ambiente Calabrese che ha cercato di spiegare il complesso iter burocratico. “Sono venuto qui soprattutto perché non è stata garantita la libertà di manifestare. – ha affermato Calabrese – Ma state pur certi che al Comune il problema è costantemente monitorato anche grazie all’apporto delle segnalazioni dei cittadini”. E su quanto accaduto il sindaco Napoli ha aggiunto. “Niente giustifica l violenza e questo è un atto che va severamente censurato e condannato. – ha affermato – La nostra preoccupazione è che sembra non sia possibile coniugare insieme salute e lavoro. Non sono in contrapposizione fra loro. Il Comune non è assente ma sta lavorando per trovare il giusto sito per la delocalizzazione collaborando attivamente anche con la Provincia”. 

 

Antonio Roma