Dal suo ritorno all'Acquaviva, la squadra casertana ha cominciato a volare e se prima la situazione era difficile, adesso lascia spazio al rammarico di non aver cominciato a correre prima per essere in piena zona play off. Il giocatore in questione è Salvatore Sigillo, di professione bomber. Il suo inizio di anno non è stato il massimo della vita, un'esperienza che è durata poco e non ha lasciato il segno. Sigillo voleva giocarsi le sue chance nel Solopaca in Promozione, ma l'esperienza non è mai decollata. Da qui il ritorno all'Acquaviva che lo ha accolto a braccia aperte.
“All'inizio con l'Atletico – inizia l'attaccante – abbiamo avuto qualche situazione difficile tra infortuni e squalifiche, io poi non c'ero perchè ho cominciato col Solopaca, in un posto dove pensavo potesse andare diversamente ma purtroppo ho incontrato persone che non si sono dimostrate per quello che dicevano di essere”.
E così, come detto, c'è stato il ritorno in quella che, lo stesso Sigillo, chiama famiglia.
“E' proprio così, mi hanno accolto come se fossi in un nucleo familiare unito. E questa è stata la nostra salvezza perchè siamo riusciti ad ottenere i risultati sperati comportandoci da gruppo maturo e unito. Siamo anche riusciti a superare il fatto di essere dei nomadi del calcio non avendo una casa”.
Proprio quest'ultima considerazione apre a quella che è stata una polemica in questo periodo, un vociare di corridoio che ha indicato nell'Acquaviva un'arma nelle mani del San Marco, proprio in virtù del fatto che quest'ultima ha dato ospitalità all'Atletico.
“Ho sentito queste chiacchiere ma sinceramente non meritano neanche risposta o meglio la nostra migliore risposta arriva dai risultati che stiamo ottenendo. Abbiamo giocato a viso aperto contro tutto e tutti e così continueremo a fare fino alla fine della stagione”.
Questa grande rimonta, però, apre anche al rammarico.
“E' la cosa che ci dispiace di più perchè se avessimo cominciato il torneo con questo passo, adesso saremmo in lotta per i play off”.
di Fabio Tarallo