Con Salernitana e Benevento ha vissuto due esperienze molto importanti. All'ombra dell'Arechi ha esordito in serie B. Per due anni e mezzo, invece, ha vestito la maglia giallorossa riuscendo a instaurare un ottimo rapporti con i tifosi sanniti, nato soprattutto dopo aver “sposato” la causa subito dopo il fallimento del 2005. Antonio Maschio ora gioca a Chieti, ma per sabato pomeriggio non ha preso nessun impegno: “Sarò incollato al computer per vedere il derby dal primo minuto. Cosa mi aspetto? Un grande spettacolo. Entrambe si giocano un bel pezzo di campionato. Se vince il Benevento non dico che i giochi sono chiusi, ma quasi. Perdere vorrebbe dire subire un bel colpo psicologico che andrebbe a influenzare anche le partite successive. Brini ha a disposizione una squadra capace di andare lì e fare la partita senza problemi, anche se avrà di fronte avversari tosti che hanno alle spalle una tifoseria da serie superiore. Un pronostico? Non mi va di farli. Dico solo che spero sia una giornata di sport e che faccio il tifo per il Benevento. Spero che i giallorossi portino a casa i tre punti”. Sulle differenze dell'attuale Benevento rispetto alle scorse stagioni è sicuro: “Questa non è la squadra più forte costruita dal presidente Vigorito nei suoi anni di gestione, ma a differenza delle altre ha un grandissimo gruppo. Si vede lontano un miglio che sono uniti e pronti a dare tutto pur di far sognare la piazza e la società”.
Ivan Calabrese