Siamo già pronti per la ripresa, per lasciarci alle spalle uova di cioccolato e colombe pasquali. Il campionato pressa, le protagoniste non vogliono farsi attendere. Il Benevento è sempre in vantaggio di un punto sul Lecce, con la speranza che a metà aprile gli sia ridato quel punto sottrattogli per inadempienze economiche mai commesse. Persino il presidente Gravina, in una recente intervista, si è schierato a favore della società giallorossa, sottolineando però di non essere un giudice e di non poter dunque decidere. Dopo l’ultima giornata non è cambiato nulla nella sostanza perché se è vero che il Lecce si è regalato l’impresa sul campo del Cosenza, è anche vero che qualche giorno prima la stessa cosa aveva fatto il Benevento in casa della Juve Stabia. Non dell’ultima in classifica, ma di una squadra che può essere a giusta ragione considerata una mina vagante nella parte bassa della graduatoria. Dunque le due imprese si equivalgono, anche se raggiunte in maniera differente e contro avversari molto diversi fra di loro. Il Benevento contro le vespe è sembrato più pragmatico, ha segnato il gol, che gli serviva, poi ha sofferto poco in difesa, sfiorando il raddoppio, ma senza coglierlo. Il Lecce è stato prorompente in attacco con Moscardelli letteralmente sugli scudi e Surraco a fargli da splendida spalla, ma ha lasciato a desiderare in difesa dove ha subito tre gol ed ha concesso al Cosenza più di un’occasione per superare Perucchini. Insomma due facce della stessa medaglia, è cambiato solo il modo di conquistarla. Avendo il Benevento giocato prima era legittimo che in casa giallorossa si aspettasse la sfida del San Vito con qualche speranza di poter guadagnare qualche punto. Ma se ciò non è avvenuto non c’è da strapparsi i capelli. Bisogna guardare avanti e pensare all’Ischia di scena sabato al Vigorito. Il giorno dopo c’è Lecce-Matera, ma questa è un’altra storia.
f.s.