Benevento

"Giuvinò ma u' Benevient mo' ioc semp? U sabato e a dumenich i sent semp alluccà'". È si. La vecchietta ha ragione, una domanda che sintetizza gli incredibili week end della città giallorossa delle ultime settimane. Si urla, si impreca e si tifa il sabato, la domenica e stasera pure, di lunedì. Perchè i tifosi "giocano" ormai anche le partite di Lecce, Casertana, Foggia e così via. L'altra domenica quando il centrocampista del Matera De Rose realizzò nel finale il gol del vantaggio allo stadio di via del Mare a Lecce, al Rione Libertà si registrò dalle case e dalle strade un boato terrificante. Storie di emozioni, gioie, illusioni, partecipazione che come per incanto, spontaneamente e grazie ai sacrifici ed ai risultati della pattuglia di Auteri si stanno vivendo. Qualcosa davvero di unico. Per non parlare di questo anomalo lunedì, vissuto all'insegna dell'attesa, dell'ansia pre-partita. Strade piene, ma come se fossero deserte. Ognuno con il pensiero ai giallorossi. A scuola, al lavoro, nei bar, negli uffici. Poi la partenza dei 700 circa e gli altri ad organizzarsi tra scaramanzie e altro, con mamme, mogli e fidanzate orgogliose a preparare zainetti, colazioni e fare le solite raccomandazioni alla prudenza. Maxi-schermo in vari locali, a piazza S. Modesto dai Collarile, persino alla "vip" Fagianella. Una serata che accomunerà non solo la città, ma anche la provincia. Un nuovo miracolo giallorosso, senza esaltazioni o entusiasmi facili, ma con serenità e calma, con la consapevolezza che non è una ultima spiaggia ma un match ball importante e che questa squadra ha nel dna la lotta, lo spirito di gruppo, il gioco, la mentalità votata alla sofferenza. Questa è già una vittoria, quella del calcio bello, pulito e della gente sannita che aspetta giustizia... Ma anche quella del ricompattarsi di nuovo, tutti insieme, totalmente dipendenti da quella lettera e da due colori.

A.M.