Il giallorosso l’ha svezzato, in granata invece ha vissuto la prima vera esperienza da calciatore professionista. Condita da una caterva di gol ed una salvezza (seppur stentata alla penultima giornata con l’Ascoli in un Arechi stracolmo) che gli valsero da trampolino di lancio verso lunghe e proficue esperienze in massima serie. Salernitana-Benevento sarà derby d’altra categoria. E se a dirlo è uno che la A la mastica da anni come Raffaele Palladino c’è davvero da credergli. L’ex attaccante granata sta vivendo il dramma economico del Parma, ma non dimentica il suo passato: “Salernitana-Benevento è una bellissima immagine per il calcio e per la Campania, dove spesso si dice che le società non siano adeguate – racconta in un’intervista concessa al quotidiano “Il Mattino” oggi in edicola – Qui a Parma spero che a breve qualcosa possa risolversi, ma ne dubito. È un incubo: noi, ma soprattutto altri 200 dipendenti, non veniamo pagati da agosto. E loro non hanno i nostri stipendi. Lotito s’è mosso per aiutarci, ci fa piacere e lo ringraziamo. S’è reso disponibile a cercare un modo per salvare il salvabile e finire la stagione. In casi analoghi si tende sempre a non parlare delle categorie inferiori. Per esempio oggi, con squadre di B o Lega Pro in difficoltà, si parla solo del Parma, anche a livello internazionale. All’epoca la mia Salernitana era forte, poi a fine anno sapemmo della crisi”. Acqua passata, per fortuna, perlomeno dalle parti del Castello d’Arechi. Ora c’è da pensare solo al campo, alla supersfida col Benevento, ad una cadetteria da riconquistare: “Difficile dire chi tra Salernitana e Benevento sia favorita – prosegue – Entrambe hanno equilibrio, qualità e grandi tifoserie. I granata hanno il fattore campo. Ho fatto tante partite di questo genere, da Juve-Toro a Samp-Genoa. Venire da un periodo negativo fa scattare la molla per dare qualcosa in più, e il Benevento arriva da un pareggio. Però queste gare devono essere prese come una finale di Champions, non pensando a cosa hai fatto prima. Sarà gara d’altra categoria. Sarebbe stato bello venire all’Arechi, ma qui stiamo ancora decidendo se giocare o meno”. Palladino fu “allievo” di Menichini ai tempi del Livorno, quando l’attuale trainer granata – all’epoca vice di Mazzone – traghettò i labronici alla salvezza: “Ci tirarono fuori da una situazione delicata all’epoca. Del mister ebbi una bella impressione, ha personalità ed esperienza. Avevo 20 anni, mi riempì di consigli utili su come muovermi. I tifosi stiano tranquilli, ha grande capacità e conosce bene la categoria. In questi campionati bisogna davvero prima non prenderle. Lì dietro conosco Lanzaro, ottima persona e giocatore. Soprattutto sabato i punti varranno doppio e Menichini bada molto all’essenziale. Gabionetta? Contro di noi in estate fece bene in amichevole, però ho visto delle gare e non ha espresso le sue doti. Non conosco bene la sua situazione col Parma ma sicuramente l’aspetto economico, se vogliamo entrare nel concreto, può influenzarlo. Mi auguro non sia questo, ma solo un problema di ambientamento. Il giocatore non si discute, spero possa far vedere il suo valore già sabato”. Chi non ha bisogno di ulteriori dimostrazioni è proprio Palladino che ci congeda al popolo granata con un arrivederci: “Tornare? Perché no! Ci sono tanti casi di giocatori rientrati nelle loro precedenti squadre che si sono riconfermati. Feci bene a Benevento, ma a Salerno ancora meglio e confesso che la porto nel cuore, ci tornerei volentieri”. Magari l’anno prossimo in Serie B. Le vie del calcio, si sa, sono infinite.
Da Solosalerno.it