Prima giorni di silenzio incomprensibili. Poi, all'improvviso, dopo la notizia rilanciata da Ottopagine, è partita la gara di solidarietà che, intendiamoci, non guasta, anzi serve a far sentire meno soli i destinatari delle minacce che sono apparse in tutta la loro brutalità sotto forma di proiettili da caccia e lettera minatoria indirizzati all'assessore all'Urbanistica Giuseppe Izzo e al sindaco di Sant'Agata dei Goti, Carmine Valentino. Al di là delle buone intenzioni, in Valle Caudina è arrivato il momento della collaborazione. Chi sta dando un aiuto agli investigatori? Chi è andato dai carabinieri anche solo per interloquire su qualche situazione sospetta? La risposta è come sempre nessuno. Così accade per le auto incendiate, così accade quando ad amministratori votati dai cittadini arrivano minacce del genere. Verrebbe da dire a cosa serve una Tenenza dei carabinieri se il senso civico di base non riesce a decollare? Da qui arriva l'invito a collaborare con quei pochi militari che giorno e notte già sono al lavoro per identificare chi ha spedito le cartucce ad un giovane ingegnere, che anche per passione è diventato assessore, e ad un intraprendente sindaco. Tutto questo per cercare di scongiurare che anche stavolta l'autore o i responsabili dell'intimidazione la facciano franca come è accaduto per coloro che esattamente cinque anni fa avevano inviato proiettili e minacce a numerosi amministratori di Sant'Agata, o per chi nella notte di quasi tre anni fa aveva fatto esplodere l'auto dell'allora presidente del Consiglio Comunale. Le istituzioni ci sono e si devono impegnare, ma è arrivato il momento che i cittadini facciano la loro parte.
Alessandro Fallarino