Benevento

Mezz'ora di vera musica. Grande, intensa, profonda come la personalità di Tony Pappano. Sir Antonio, il prestigioso direttore d'orchestra di origini sannite, si è raccontato, con l'entusiasmo che lo caratterizza, a 'Porta a Porta', la trasmissione di Bruno Vespa.

I suoi successi: è direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Covent Garden di Londra. La sua storia di grande umanità, la sua identità che unisce rigore angolosassone e passione italiana, ha conquistato tutti.
Un artista senza artifici. Ma anche una favola. Il figlio di emigranti italiani che è diventato baronetto di sua maestà.

Grande dignità ma anche tante difficoltà per i genitori. «Mio padre amava insegnare canto e per farlo continuava a fare anche il cuoco».
I particolari che rimangono impressi. «Quanto era difficile chiamarsi Pappano. In inglese storpiavano continuamente il mio cognome», ha raccontato. E ancora: «Quando avevo 5 anni ho passato un anno a Castelfranco in Miscano, il mio paese d'origine, ho dimenticato l'inglese. Quando siamo tornati ho dovuto ricominciare, non è stato semplice».

L'anima dell'emigrante, della gente del sud che lavora, che lotta, che si sacrifica.
«É entrata dentro me – racconta -. Sì sono un workaholic anche per questo» scherza, ma poi torna serio e dà una lezione di vita. «Mi avete visto dirigere, sempre in momenti bellissimi. Ma la mia vita non è solo glam. É studio. Perché la musica è molto esigente. Impone gerarchia, ascolto».

Una lezione speciale. Né è dimostrazione il suo sforzo per imparare il tedesco. «Volevo avvicinarmi alla musica tedesca e a quel repertorio». E questo ancor prima di guardare alle sue radici. «Non volevo chiudermi solo nella tradizione italiana».

Quella tradizione che invece gli fa brillare gli occhi quando arriva il lungo servizio da Castelfranco in Miscano che in memoria del padre Pasquale sta costruendo una “Città della Musica”.

I suoi concittadini, i volti amici. Le parole che lo descrivono come un figlio prezioso di questa terra. Lo “raccontano” il sindaco Antonio Pio Morcone, il direttore artistico dei concerti che, estate dopo estate, regala al suo Sannio, Selene Pedicini, e Vittorio Coviello, uno dei musicisti dell'Orchestra Filarmonica di Benevento che dirige.

«Il mio rapporto con l'Italia è una grande soddisfazione. L'ho ritrovato da dieci anni» chiarisce ancora. Poi la sua carriera, la sua famiglia, le gioie come la cerimonia in cui la regina l'ha nominato Sir. E la sua missione. «Un direttore d'orchestra non porta solo il tempo. Prepara, studia, crea il magico contatto umano che serve a un'orchestra».
Uno splendido ritratto di Antonio Pappano, direttore dall'anima italiana.

 

 

Mariateresa De Lucia