di Luciano Trapanese
Sono passati quattro mesi dal massacro di Alina Roxana Ripa, la 34enne romena trovata morta il primo gennaio in via dei Carrari, estrema periferia est di Salerno, a due passi dalla caserma dei vigili urbani.
Quattro mesi che hanno consentito solo – al momento – l'identificazione della vittima, il mese scorso, grazie alla comparazione delle foto su alcuni profili Facebook.
Alina era un prostituta. Una delle tante ragazze che di notte, e non solo, sono lì, ai bordi della Litoranea, in attesa di clienti.
La sua è una storia come tante. Nel suo Paese lavorava come parrucchiera. Guadagnava poco e sognava altro. Aveva un figlio, un marito dal quale si è separata. Ha deciso che bisognava cambiare vita. Cercare fortuna altrove, magari in Italia. La meta di tante altre ragazze. Alcune ce l'avevano fatta. Di altre non aveva notizie. Perché non provare? La vita a Galati, la sua città, in una zona al confine tra la Moldavia e l'Ucraina, un posto vuoto in mezzo al nulla, non le avrebbe riservato niente. Solo un lento, triste, e affannato avvicinarsi alla vecchiaia, alla fine di tutto. A una esistenza bruciata senza mai ardere davvero.
Alina ha un'amica. Abita in un paese vicino, ma in Ucraina. Parlano del viaggio, dell'avventura italiana, per qualche settimana. Non è un passo semplice. Soprattutto perché deve lasciare suo figlio, abbandonarlo lì, in quel niente. Poi si convince, forse anche per lui, per assicurargli un futuro. Lontano da quella miseria, da quel futuro senza futuro.
Le due ragazze arrivano a Napoli. Hanno un contatto con alcune connazionali. Trovano alloggio in un paese dell'hinterland partenopeo. La vita non è come se l'aspettava. Trovare lavoro non è semplice. E quelli che trova sono a dir poco sottopagati. Riesce a sopravvivere, ma non può inviare soldi a suo figlio.
Alina è bella. E giovane. Esuberante. Le viene proposto un modo semplice per guadagnare, e molto. E' un'altra scelta importante, forse anche più decisiva di quella di partire. Anzi, sicuramente lo è. Ma Alina non poteva saperlo. Non poteva immaginare che quel “sì”, quell'accettare di diventare prostituta, avrebbe presto messo fine alla sua vita. Avrebbe spento per sempre il suo fuoco.
La giovane parrucchiera si è trovata a battere come tante altre connazionali su quella striscia d'asfalto illuminata di notte solo dai fuochi delle lucciole. La Litoranea. La strada che dalla periferia di Salerno corre lungo il mare fino a Paestum. Poco più avanti ci sono le ragazze nigeriane, con loro non ha nessun rapporto. Appartengono ad un'altra scuderia. Niente contatti.
Cosa è accaduto quel 31 dicembre? Gli investigatori della squadra mobile di Salerno non lo hanno ancora chiarito. Da quando il giorno di Capodanno un pastore ha trovato il corpo della ragazza le indagini non si sono mai fermate. Alina era lì, in via dei Carrari, sotto un piccolo ponte. Seminuda. Tagli ovunque e i segni evidenti di uno strangolamento. Alla gola anche un taglio profondo. Soffocata e sgozzata.
Gli investigatori hanno puntato dritto sul mondo della prostituzione salernitana. Una galassia, con decine di sfruttatori e centinaia di ragazze. Tantissime dell'Est.
Si è pensato alla punizione di un protettore. Forse Alina voleva cambiare vita, mettere fine a quell'esperienza, trovarsi un altro lavoro o tornare da suo figlio in Romania. Tutte ipotesi smentite. Dalle colleghe, soprattutto. La giovane parrucchiera non viveva con disagio la sua condizione. Era decisa a guadagnare il più possibile prima di smettere e iniziare una nuova vita. E i lenoni non avevano nessun motivo per farle del male: rappresentava una sicura fonte di guadagno. Una delle giovani più richieste dai clienti.
E allora, dove cercare l'omicida? Gli investigatori – come da prassi – non abbandonano nessuna pista. Ma di certo quella che conduce a uno dei clienti di Alina resta la più credibile. Per ora, a quattro mesi dall'omicidio, non è emerso ancora nulla. E il killer, l'uomo che ha strangolato la 34enne è ancora libero, circola tranquillamente e forse frequenta altre ragazze della Litoranea. O magari è un insospettabile padre di famiglia. E sta tentando di cancellare il volto della giovane rumena. Quella bella ragazza venuta da lontano per cercare un pezzo di futuro e finita cadavere sotto uno squallido ponte della periferia salernitana.
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