Di donne che all'improvviso scoprono di essere diventate escort a loro insaputa è piena la cronaca di questi mesi. L'ultimo caso – come sapete bene – si è verificato ad Avellino. Ma, appunto, è l'ultimo di una lunga serie. Alcuni non arrivano neppure alla ribalta della cronaca, soprattutto quando non si riesce a individuare l'autore dello “scherzo”.
Nel caso avellinese lo stalker è andato anche oltre. Non si è limitato a pubblicare foto, numero di telefono ed espliciti messaggi di natura sessuale su alcuni siti per incontri. Ha sentito il bisogno di ingiuriare la donna anche con scritte a pochi passi dall'abitazione della malcapitata. Eppure tra i due non c'era stato alcunchè. Non poteva neppure dirsi un amante deluso. Aveva fatto tutto da solo: l'innamoramento, la delusione e la vendetta.
Qualche tempo fa, per restare in Irpinia, era stata una ragazza solofrana a finire, con tanto di nome e cognome, sulla bacheca di un sito di escort. Nome, cognome e numero di telefono. Inutile dire le conseguenze.
Storia diversa per i coniugi di Montoro. La coppia si era “inserita” da sola in un sito hard, protagonisti evidentemente soddisfatti del video porno girato insieme e a casa loro.
Qualche anno fa, nei remoti anni pre internet, scherzi del genere avevano altri teatri. In particolare i bagni degli autogrill: era sulle pareti che si potevano leggere i numeri di telefono di donne disponibili ad incontri erotici. Inutile dire che 99 su 100 erano stupidi quanto fastidiosi scherzi.
Torniamo a oggi. Brianza 2016. In questo caso la 30enne è rimasta vittima di una vendetta. E' finita nel mirino di un 45enne. Un ex amante che si è tramutato in incubo. L'uomo ha creato diversi falsi profili della ex, li ha inseriti in altrettanti siti per incontri hard con l'aggiunta del numero di telefono. Risultato: la donna, un'impiegata del vimercatese, ha ricevuto in pochi giorni centinaia di inequivoche telefonate. La richiesta era sempre la stessa. Si è rivolta ai carabinieri di Bellusco che sono riusciti a identificare nel 45enne l'autore di quelle pubblicazioni. Dovrà rispondere di atti persecutori, stalking e sostituzione di persona.
Un 32enne di Pontecagnano a fatto anche di peggio con una donna di Blera conosciuta su Facebook. I due hanno avuto una breve relazione sentimentale. L'uomo ha minacciato di inviare delle foto hard della ragazza ai suoi amici sui social. Un ricatto. Ma dopo aver versato 9mila euro la 32enne ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.
Una vicenda di questo tipo (incontro su Facebook, breve relazione e successiva estorsione con minacce di diffusione di videoporno), è accaduta pochi mesi fa anche ad Atripalda.
Ritorniamo alle escort a loro insaputa. E' successo anche nella cosiddetta Palermo bene. L'ex fidanzato, deluso, amareggiato, disperato, si è consolato con la vendetta web. Al solito: foto della ragazza, numero di telefono, ed esplicito messaggio sexy. Il tutto su un sito per incontri (a pagamento). Denunciato, naturalmente.
Ha ricevuto ottanta telefonate in meno di un'ora una 22enne di Cassino. Solita storia: il sito in questione è esplicito già dal nome, “Uomo cerca donna”. Ha chiesto a qualcuno degli 80 “clienti” dove avesse trovato il suo numero e ha saputo tutto. Si è rivolto alla polizia postale e l'annuncio è stato rimosso. Indagini sono in corso. Di chi si sospetta? Qualche ex deluso, naturalmente. Ma come nel caso della ragazza avellinese, lei potrebbe anche non essere a conoscenza del deluso in questione.
Tra le tante vittime, anche Gianna, una donna Valdelsana, che – intervista dai giornalisti della Nazione – così racconta: ««Alle prime telefonate non ho capito nulla, ma il fatto che arrivassero in continuazione mi ha spaventata. Ne arrivavano così tante che a un certo punto ho dovuto spengere il cellulare e quando l’ho riacceso ho trovato decine di chiamate perse. E la sera dopo il carosello è cominciato da capo. Non rispondevo ai numeri che non conoscevo, poi a qualcuno ha risposto anche mio marito, per provare anche lui a capirci qualcosa di più, e dopo aver sentito più volte la parola ‘annuncio’ e qualche altra che non si può dire abbiamo capito: il mio numero di cellulare era in un annuncio che prometteva sesso».
Tra le vittime anche uomini. E' il caso di un ristoratore cinese del vicentino. Per settimane ha ricevuto telefonate di uomini che gli avanzavano le richieste più improbabili, tutte di natura sessuale. C'era anche chi contrattava sul prezzo. Ha poi scoperto che il suo numero era su un sito di incontri ed ha presentato una denuncia alla questura di Vicenza.
Nel mirino non ci sono solo le ex. In qualche caso anche le suocere. Come è accaduto ad Ancona (la storia è stata pubblicata da “Il Messaggero”). Lui 20, lei 41 anni. La mamma del ragazzo non gradisce quella relazione. Si oppone in tutti i modi. Tanto da far scattare la vendetta della “fidanzata”. Già immaginate come: annuncio hard su un sito di incontri con il numero di telefono dell'odiata suocera. Risultato: una denuncia, una successiva condanna per diffamnazione a mezzo di internet e l'inevitabile risarcimento dei danni.
Poi ci sono anche gli errori. Che danneggiano le vere escort. E' accaduto a Macerata. Per sbaglio accanto all'annuncio di una vera squillo (nome d'arte Mara), è comparso il numero di telefonino di un ragazzino di 13 anni. Telefonino che – tanto per aumentare l'imbarazzo – gli aveva appena dato la madre. Decine e decine di telefonate. Voci maschili, richieste esplicite. Il 13enne ne ha parlato a casa. Sulle prime i familiari hanno pensato che qualcuno lo avesse preso di mira. Un caso di bullismo. Poi, grazie a Google si è scoperto che quel numero era stato pubblicato più volte, e sempre su siti di incontri hard. Oltre alle fastidiose telefonate per il ragazzino, in molti hanno pensato alla delusione di Mara che, nonostante gli annunci (con tanto di foto esplicita), non ha ricevuto neppure una telefonata e magari ha immaginato di non essere più ritenuta così invitante. Magari avrà immaginato, è tutta colpa delle foto.
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