Salerno

L'accusa è grave. Come tante altre che si ripetono senza soluzione di continuità laddove sono in funzione fabbriche potenzialmente inquinanti. Installate prima che si costruissero tutto intorno centinaia di abitazioni. Come a Fratte e Pianodardine, periferie – rispettivamente – di Salerno e Avellino.

In questo caso parliamo di Fratte. E della circostanziata denuncia presentata dal Comitato “Salute e Vita”. Hanno censito ad oggi ben duecento casi di neoplasia o di altre malattie che possono essere collegate all'inquinamento atmosferico nell'area di Fratte, Cappelle e dintorni. Una lista nera di morti sospette.

Ora il comitato sta allargando la ricerca a tutta la Valle dell'Irno. Una volta in possesso dei dati completi il fascicolo intero sarà consegnato agli inquirenti della procura di Salerno.

La questione riguarda in particolare le Fonderie Pisano, ritenute dai residenti il vero pericolo. Il comitato parte anche da una consapevolezza, ribadita durante la conferenza stampa di ieri: «Le fonderie sono state chiuse per quindici giorni. Due settimane durante le quali è “misteriosamente” sparita dai nostri balconi quella polvere nera».

Naturalmente in quella zona non ci sono solo le fonderie a provocare inquinamento. Ma anche altre aziende finite nel mirino dei residenti. «Vogliamo la verità, solo la verità. Per noi, la nostra salute e il futuro dei nostri figli».