di elleti
Chi conosce la Litoranea di Salerno sa bene di cosa parliamo. Quella interminabili file di lucciole ai bordi delle strade. Seminude, in pose inequivocabili, che si appartano nelle stradine laterali, quelle che portano all'interno – tra le campagne – o nella pineta, verso le spiagge. Quella strada che costeggia il mare, tra Salerno e Paestum, e superando il Sele e arriva fino alle porte dei Templi, circondata da platani e pini, è diventata per tutti la via della prostituzione. A più riprese hanno tentato di ripristinare la legalità, mettere fine a quel libero mercato del sesso a pagamento che da decenni è la caratteristica della zona. D'estate e d'inverno. Fino a oggi, però, senza risultato. Ci riprova ora il sindaco di Eboli, Massimo Cariello. Ha emesso un'ordinanza che sanziona gli automobilisti che si fermano per contrattare con le ragazze. Ieri sono iniziati i primi controlli. Una task force che ha pattugliato la zona. Ed emesso le prime multe. Quattro clienti sono stati sanzionati. Pagamento cash di 500 euro, prontamente versato, anche per evitare imbarazzanti notifiche a casa. Fermate anche le ragazze, condotte in caserma. La polizia municipale ebolitana non è intervenuta subito, ma a “trattativa conclusa”, quando le prostitute si apprestavano a salire nell'auto del cliente per consumare il rapporto.
Da Eboli assicurano: i controlli continueranno anche nei prossimi giorni. Ma saranno sufficienti ad arginare il fenomeno?
Di certo a Battipaglia, qualche mese fa, è andata molto peggio ad un cliente. Sempre sulla Litoranea. Beccato da una coppia di vigili: l'uomo era completamente nudo, in compagnia di una prostituta. Inutile dirvi in cosa è stato interrotto. Quel che interessa è invece l'ammontare della multa: 10mila euro. A testa. Un rapporto sessuale decisamente caro. Ma insomma, se la sono cercata. Non via abbiamo detto che il rapporto lo stavano consumando con gli sportelli dell'auto aperti. Sotto lo sguardo attonito dei passanti.
In altre città le ordinanze antilucciole non hanno portato a risultati confortanti. Dopo un primo periodo di controlli severi e sanzioni, tutto è ripreso come prima.
Così è stato a Foggia, dove pure l'amministrazione aveva deciso il pugno duro. Anzi durissimo. Il primo giorno di controlli 25 multe da 100 euro (per i recidivi si sale a 400). Tutte pagate all'istante. E tutti i fermati a giustificarsi con le scuse più improbabili. La più gettonata? «Stavo chiedendo un'informazione». Ma anche: «Stavamo solo parlando».
A Roma l'amministrazione aveva provato ad adottare una strada più perfida nei confronti dei clienti. Una multa sì, ma da notificare a casa. Magari nelle mani di mogli ignare. Non si sa se la decisione ha poi avuto un seguito. Di certo le prostitute sono ancora lì, nelle strade del sesso a pagamento della Capitale. E naturalmente anche i clienti. La polizia municipale si vede, invece, molto poco.
A Senigallia, in provincia di Ancona, è stata tentata la stessa politica: multe e repressione. Il primo giorno sono stati bloccati e sanzionati cinque automobilisti. Quattrocento euro di multa. I vigili lo hanno detto a chiare lettere, anche chi si giustificava nel modo più classico: «E' vietato anche chiedere informazioni alle prostitute».
Certe scena a Pompei proprio non si dovrebbero vedere. La città del santuario mariano... E infatti l'amministrazione ha deciso di dare una stretta decisiva al mercato del sesso a pagamento. O meglio: i carabinieri. In quindici giorni 400 multe, per un totale di duecentomila euro. Una prostituta e un trans hanno anche battuto un non troppo prestigioso record: in due settimane sono stati fermati e multati sei volte.
La zona più frequentata dalla prostitute e dai loro clienti è a due passi dal sito archeologico, nell'area compresa tra via Villa dei Misteri, via Plinio e Porta Marina Inferiore. Per evitare i controlli le “signorine” indossano a volte anche abiti molto sobri.
Controlli, multe salatissime, allontanamenti. La classica tolleranza zero. A volte è servita ad attenuare il fenomeno. Ma poi è sempre stato difficile – anche per questioni di personale – continuare a presidiare giorno e notte i luoghi del sesso a pagamento.
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