Un via vai di gente continuo già dal primo pomeriggio, esattamente come negli più belli, quando la parola d'ordine era soltanto una e per tutti: "Ci vediamo sotto da Giorgione". Hanno risposto davvero in tanti all'appello degli organizzatori Gianfranco Molinario, Simona Spinazzola, e Fabrizio Procopio. Iniziativa riuscita e ben oltre le previsioni.
Emozionante la mostra fotografica, tanti ricordi e aneddoti di un'epoca incancellabile, flashmob fotografico e il bel ritratto sulle mitiche scalette ad opera di Totò Caruso ed altri appassionati armati di macchinette fotografiche e videocamere. In prima linea cittadiariano, il portale del tricolle con Francesco Fiorellini e Flavia Squarcio. Musica e talkshow, una serata di quelle emozionanti dal sapore amarcord, sul palco i figli di Giorgione. Palpabile negli occhi l'emozione da parte del sindaco Domenico Gambacorta.
Ricordi belli e brutti, come non pensare anche a quella triste sera del 23 novembre 1980. Erano gli anni d'oro del Giorgione col la successiva promozione dell'Ariano in serie D, la presenza dei calciatori in quel leggendario albergo e il via vai di turisti ed emigranti. Fra i tanti pensieri ecco quello di Maria Luparella: "Avevo 15 anni, era una bellissima domenica di novembre, quel pomeriggio c'era stato un tramonto come pochi, rosso fuoco, il tempo era bellissimo, ero uscita verso le sette di sera e la strada era piena di gente, c'erano anche tanti giovani venuti a passeggiare ad Ariano dai paesi vicini. Nel tragitto da piazza verso via D'Afflitto a tratti dovevo farmi strada tra la gente per passare. Ero appena arrivata sotto i portici di Giorgione, gremiti anch'essi di giovani, quando è andata via la luce e si è sentito un forte boato, all'improvviso ci siamo trovati tutti a urlare, uniti da uno strano ballo tribale, avanti e indietro, avanti e indietro, sembrava non finire mai. Quando tutto è finalmente terminato le gambe tremavano ancora, eravamo terrorizzati ma non eravamo soli. I più coraggiosi confortavano i più deboli, ci davamo consigli, ci abbracciavamo, eravamo tanti, ma ci conoscevamo tutti, eravamo i giovani di sotto i portici di Giorgione, insieme a condividere come sempre tanti momenti della nostra vita quotidiana, a condividere anche quell'esperienza che certamente non dimenticheremo mai."
Gianni Vigoroso