15 luglio, pronti, via. Inizia in un’afosa mattina d’estate, a 59 giorni dalla drammatica sfida col Como, l’avventura del Benevento nel suo campionato più bello. La sede del ritiro è nella capitale, Mancini Park Hotel, tanto in quei giorni fa caldo anche in altura. C’è Gaetano Auteri a tirare il gruppo, tanti volti nuovi e qualche veterano, da capitan Lucioni, a Padella, Mazzeo, Marotta. E’ un ritiro pesantissimo, le gambe dei giocatori sono imballate all’inizio, tanto che si esce subito dalla Coppa Italia Tim contro un avversario semisconosciuto, il Tuttocuoio di Cristiano Lucarelli. Nessuno ne fa un dramma, il nuovo corso è già cominciato. E c’è fiducia in un uomo come Auteri che ha costruito squadre spettacolari dovunque. Il 6 settembre è già campionato. Per tutti ma non per il Benevento, perché il primo avversario è il Messina appena ripescato, che ha bisogno di qualche settimana in più per prepararsi.
ESORDIO A RIETI - Così l’esordio avviene la settimana successiva a Rieti, nella città di Padro Mariani, che non fa mancare la sua presenza. Finisce 1 a 1 con un gol di De Falco e una disattenzione della difesa. Ma la settimana dopo c’è già il Foggia per una sfida che sembra arrivare troppo presto. I satanelli, dopo un anno di prove, dovrebbero essere più pronti ed invece sono ancora lontani dall’assetto migliore. Il Benevento ha già fatto passi avanti e batte lo spocchioso De Zerbi con un gol di testa di capitan Lucioni. Tra la seconda giornata e la terza c’è il recupero col Messina. Don Gaetano schiera una squadra rifatta, forse troppe seconde linee: finisce 0 a 0 con qualche mugugno. Che scompare subito ad Andria dove la squadra giallorossa scopre il talento di Amato Ciciretti. Il romano del Trullo entra nel finale e nel recupero mette a sedere mezza difesa andriese prima di depositare in rete il gol della vittoria. Proprio mentre sta per nascere nuovo entusiasmo arriva la “scoppola” di Melfi: 3 a 0, da paura. L’espulsione di Mattera e un rigore fasullo fanno discutere, ma qualcosa ancora non va nella squadra giallorossa. La settimana dopo contro il Monopoli è sofferenza pura: si va sotto di un gol e di un uomo (espulsione di Mucciante), recupera Melara e all’ultimo alito di partita Pezzi va a colpire di testa il pallone della vittoria. A Matera si va con un groppo in gola per l’alluvione che ha colpito Benevento. Don Gaetano, squalificato, viene mandato in curva, l’accoglienza è un optional. Finisce 0 a 0, ma vicino al gol ci va solo la strega. La settimana dopo si batte un Catanzaro in difficoltà con un gol di Melara. Basta quello, ma gli attaccanti sono ancora all’asciutto.
LA FATAL CASERTA - Arriva il derby di Caserta. E arriva anche la seconda sconfitta. Due gol dell’ex Negro rendono inutile la rete di Marotta. Nascono polemiche sulla decisione di Auteri che ha lasciato fuori i cinque ex della Casertana. Subito dopo arrivano due derby casalinghi di fila: si vince contro la Paganese. Gli attaccanti latitano, decide un gol di Mattera. Con la Juve Stabia è ancora Melara a salvare la strega con la collaborazione di Migliorini dopo la prodezza di Gomes. A Ischia va in onda la saga degli errori sotto porta. Il Benevento domina, colpisce due traverse ma non segna: 0-0. La settimana dopo c’è il bis col Cosenza, ancora nulla di fatto e attaccanti sotto accusa.
L’URLO DI CATANIA - La trasferta di Catania sembra un bivio, la strega sceglie la strada giusta: Ciciretti fa il fenomeno, segna una doppietta e trascina la strega in quella che sembra la partita dello svolta. L’altra rete la segna Mazzeo su rigore, con i giallorossi in dieci per l’espulsione banale di Mattera. Contro il Martina arriva la seconda vittoria di fila, ma a Lecce ci si ferma di nuovo. La strega domina, ma subisce due gol evitabili da Curiale. Nel finale un gol su punizione di Ciciretti viene annullato dall’arbitro senza apparenti motivazioni. E’ un giallo: pare che il direttore di gara avesse assegnato una punizione di seconda e poi se n’è dimenticato. Incredibile. E’ l’ultima sconfitta dei giallorossi. Da quel giorno non si perderà più. Il girone di ritorno è una cavalcata incredibile. Che inizia con l’ultima di andata contro l’Akragas secondo le vecchie abitudini: 1 a 0, gol di De Falco.
LA CAVALCATA DEL RITORNO - A Messina arrivano i fuochi d’artificio: due gol di Ciciretti, poi Cissè, Del Pinto e lo “scorpione” di Marotta, 5 a 0. Impera il calcio mercato, dal campionato paraguaiano arriva Walter Lopez, dalla Reggiana Angiulli, dal Cosenza Raimondi. Ma si scatenano le voci di cessioni. Cissè, Mazzeo, lo stesso Marotta. Rimarranno tutti, per fortuna della strega. Si batte la Lupa Castelli con un gol nel finale di Fabio Mazzeo. A Foggia si soffre un po’: Gori para un rigore ad Agnelli, poi Sarno indovina il sette su punizione. Nel finale Ciciretti si guadagna un rigore che Mazzeo non sbaglia. E’ il momento migliore della strega che regala gol e spettacolo: 2-0 all’Andria con doppietta di Cissè e prestazione monstre di Mazzeo.
IN VETTA - 3 a 0 al Melfi con le reti di Melara, Cissè e Mazzeo. E per la prima volta primi da soli, con il Foggia fermato in casa dal Matera. La settimana dopo si vince anche a Monopoli per 3 a 2, ma in settimana si fa male Mazzeo e la squadra ne risente in casa contro il Matera. Finisce 0 a 0, in parità come la settimana dopo a Catanzaro, quando Melara rimedia al vantaggio calabrese. Alla 26. giornata c’è il derby con la Casertana, decisivo per il futuro. Il Benevento si regala una goleada fantastica: 6 a 0, tripletta di Marotta, doppietta di Angiulli, gol di Cissè. E’ la vigilia di due pericolosissimi derby campani in trasferta, ma la strega non sbaglia.
DERBY FELICI - Espugna Pagani con un gol di Cissè, fa lo stesso la settimana dopo a Castellammare con un centro di Del Pinto. Ormai si è lancitissimi. La settimana dopo si batte anche l’Ischia per 3 a 2 con gol decisivo del giovane Troiani e si va con fiducia a sfidare il Cosenza al San Vito-Marulla. In Calabria finisce 1 a 1, con vantaggio di Cavallaro e pareggio su rigore di Mazzeo. E siamo quasi alla conclusione. Sfida casalinga contro il Catania davanti a quasi diecimila spettatori. Gli etnei si schierano tutti dietro la linea della palla, è dura forzare il loro muro. Ci riesce Alessio Campagnacci con un diagonale potente che lascia di stucco il portiere catanese. Alle spalle della strega fa di nuovo capolino il Foggia, sembra staccarsi il Lecce. A Martina arriva un’altra vittoria firmata Mazzeo: i satanelli perdono a Cosenza e finiscono fuori dai giochi della promozione diretta. Il Lecce batte la Paganese e rimane a 6 punti.
LA STORIA RISCRITTA - Sabato 30 aprile la strega riscrive la sua storia. La sfida col Lecce non è pro forma. I salentini arrivano con aria bellicosa, vogliono almeno allungare l’attesa dei sanniti. D’altro canto sperare non costa nulla. Con una vittoria al Vigorito metterebbero pressione al Benevento anche nell’ultima gara di Agrigento. Ma il destino ha già scelto la regina di questo campionato. La partita è splendida come il colpo d’occhio dello stadio. Un brivido iniziale col palo di Lepore, poi la strega pigia il piede sull’acceleratore. Mazzeo di testa, Cissè in diagonale, ancora Mazzeo di forza: 3 a 0, netto, cristallino, che non ammette repliche. La vendetta di quel 2 a 1 dell’andata è servita. Ma quel che più conta c’è la B, finalmente, dopo 87 anni. 30 aprile 2016, è la data che rimarrà scolpita per sempre nei cuori giallorossi. La prima volta, si sa, non si scorda mai.
Franco Santo