La proprietà avrebbe individuato in Sardone la località dove trasferire le Fonderie Pisano. Ma l’ipotesi non piace ai residenti, non fosse altro per la presenza di una discarica che da anni è oggetto di polemica e di resistenze da parte dei comitati cittadini della località ai confini fra Giffoni e Pontecagnano. Il problema resta, nonostante la proprietà dell’opificio sia tornata indietro nelle decisioni optando per una località che, in precedenza, era risultata poco idonea, con l’area disponibile che era inferiore ai 200mila metri quadri necessari per la costruzione dell’impianto. Ma le Fonderie Pisano restano ad un bivio, visto che anche da Palazzo Guerra si spinge vero la delocalizzazione dello storico opificio. “Devono andare via, ormai non sono più compatibili con il tessuto urbano che si è sviluppato nella zona, ha affermato il primo cittadino Enzo Napoli. Nel frattempo, comitati cittadini, in particolare “Salerno e Vita”, pronto ad avviare una nuova protesta capace di colpire direttamente gli affari delle Fonderie Pisano. Tra le ipotesi, la possibilità di un vero e proprio boicottaggio intercedendo verso le commesse della fabbrica di via dei Greci. Una campagna di sensibilizzazione volta a far conoscere quanto siano inquinanti le fasi di lavorazione delle fonderie salernitane.
Redazione