Avellino

Piazza Libertà, i lavori si fermano ancora. Ritorna la paura. Dopo milioni di euro bruciati. E, nel mezzo, situazioni da commedia dell'assurdo: su tutte, delle pietre di probabile origine cinese e dei documenti non consegnati in tempo.

Ma andiamo con ordine.

Partiamo dalla conferenza stampa di giovedì scorso. Quella relativa all'annullamento della manifestazione “C'entro per il Centro”. Cancellata poiché non erano rispettati, lo dice il Comune (che prima ha dato il proprio consenso), i principi di sicurezza. Ma come? Ci siamo detti. Per quella data Piazza Libertà dovrebbe essere terminata offrendo alla gente accorsa in Piazza Garibaldi, la possibilità di defluire comodamente.

Neppure ventiquattr'ore dopo, è arrivata la notizia, riportata dal quotidiano “Il Mattino”, che la Regione non aveva dato ancora il suo sì per i fondi Più Europa e quindi i lavori si erano arenati.

Prima la piazza doveva essere pronta fra aprile e maggio. Poi il Comune ha ritrattato: a maggio sì, ma solo la metà. Adesso un altro cambiamento. L'ennesimo.

Così abbiamo deciso di vederci chiaro.

Mettetevi comodi, allacciate le cinture di sicurezza, stiamo per viaggiare nella galassia delle schizofrenie amministrative avellinesi, così costellata di buchi neri, che il misterioso spazio narrato da Asimov in confronto è roba per dilettanti.

UN TUNNEL LUNGO DIECI ANNI E MAI REALIZZATO

Partiamo dal sottopassaggio. Un'opera iniziata nel lontano 2006. Quando la sua realizzazione venne aggiudicata dalla ditta Ati Consorzio Cfc. Dodici milioni di spesa, ma ad Avellino non l'abbiamo mai visto.

Quando il progetto procedeva bene,  furono inserite due variabili relative al sottopasso per accedere ai parcheggi del Mercatone e di Piazza Libertà. E poi un collegamento fra via Due Principati e il Mercatone, costato 3 milioni e 700mila euro. Lavori affidati alla D’Agostino Costruzioni Generali che avrebbe dovuto completarli entro il 16 giugno 2013.

Poi un altro cambiamento.

Si aggiunge il “Progetto di manutenzione ordinaria per il ripristino del tratto fognario di via “San Leonardo” sempre affidato alla stessa ditta e alle medesime condizioni del 2012. Quindi i “Lavori di finitura interna del primo tratto del sottopasso di collegamento tra via San Leonardo e Piazza Kennedy” per un importo complessivo di 250mila euro.

Insomma, il sottopassaggio si faceva e si disfaceva all'infinito sacrificando tempo e denaro.

Ma il peggio doveva ancora venire. Infatti, si è scoperto che oltre a quei lavori, ne sono attivi anche degli altri, il cui costo ammonta a 130mila euro, relativi ai lavori di manutenzione per Piazza Garibaldi, Piazza Libertà, Via Due Principati, Largo Ferriera, San Leonardo. Ecco, da neofiti e ignoranti di urbanistica, ci chiediamo: se quelle non sono mai state realizzate, cosa c'è da manutenere?

A queste stranezze se ne aggiunge un'altra che riguarda lo staff impiegato. I tecnici sono tutti del comune. Non c'è traccia di figure esterne, come accade ovunque nel mondo. E, poi, Il Responsabile Unico di progetto, l' ingegnere Candela, era lo stesso che figurava nella commissione di gara si è occupata di scegliere la ditta dei lavori. Una coincidenza curiosa.

FONTANE MAI REALIZZATE E BAGNI D'ORO

Altro caso emblematico riguarda i lavori relativi alle fontane, ai servizi igienici e agli altri sottoservizi. Come si spiega che la riqualificazione sia partita solo adesso per poi arenarsi immediatamente?

I bagni costeranno più di 800mila euro. Va de sé che ci aspettiamo come minimo dei lavandini intarsiati d'oro e tazze d'argento con la carta igienica trapuntata di pizzo che coccoli anche i fondoschiena più esigenti.

E IL GAZEBO DOVE LO METTO?

Inoltre, un'altra questione infinita, finora rimandata dal consiglio comunale. E' quella del posizionamento dei chioschi dell'edicola e del tabacchino che una volta si trovavano in piazza e, che sono stati momentaneamente trasferiti a Piazza Garibaldi. Dopo aver, e questo vale la pena ricordarlo, dovuto pagare spostamento delle strutture e rifornimenti elettrici in proprio (e poi i commercianti si lamentano...).

Oltre a subire il disagio di avere un cantiere a due metri che ha sicuramente danneggiato l'attività. Come diceva Lucio della Ribalta, dopotutto, altrimenti di che “Altrimondi” staremmo parlando: che ne sarà di loro? Se saranno rimossi, quali attività ne prenderanno il posto (da progetto sono previsti tre gazebi), e quanto ci vorrà per mettere su un bando di gara e poi concluderlo? Considerate che oltre sei consigli comunali finora non sono bastati (è una decisione – evidentemente – particolarmente complessa...).

IL PARCHEGGIO DELLA VERGOGNA

Sul parcheggio prima previsto e poi cancellato, siamo all'apoteosi. Come può infatti un'opera mai realizzata continuare ad estorcere denaro alle casse comunali. Il Comune, infatti, deve risarcire la ditta che si è occupata dei lavori poiché il progetto commissionato non aveva ricevuto né il parere positivo della sovraintendenza né quello dei vigili del fuoco. Ma era stato ugualmente fatto partire.

COSE CINESI ...

Sulla pavimentazione la questione è ancora più paradossale. Come fu già evidenziato dall'architetto Claudio Rossano, sempre attento alle questioni della città, i basamenti che devono essere utilizzati non recano sugli imballaggi le necessarie certificazioni. Una fra tutte: quelle relative alla provenienza. Una mancanza che ha fatto pensare anche ad utilizzo di materiali impropri o meno costosi. La voce che circola? C'è anche roba cinese, come la pietra (che si presume lavica) presa in considerazione.

Non che il Comune non abbia provato a rispondere a questi dubbi. Tutt'altro. Solo che le ragioni, come spesso capita da quando questa giunta si è insediata, hanno avuto l'effetto della classica pezza che è peggiore del buco.

Fu detto che le pietre in questione erano proprio quelle dell'Etna e provenivano dalla cava di Mirto. Un comune che si trova in provincia di Messina e quindi nulla ha a che fare con l'estrazione della pietra in questione (l'Etna è da un'altra parte). Ma non solo, e questo è ancora più paradossale, leggete bene: a Mirto non esiste una cava estrattiva.

IL RITARDO VERGOGNOSO E I DUBBI DEI CITTADINI

Infine i lavori della Piazza dovevano essere rendicontati alla Regione entro e non oltre il 31 dicembre dello scorso anno. Stando a quello che sappiamo, questo passaggio, non è mai stato fatto. E le conseguenze potrebbero essere gravi: soldi che Palazzo Santa Lucia non elargisce e lavori che rallentano (ma potrebbe anche andare peggio).

Questi solo alcuni dei nostri dubbi. Molti legati, come avete letto, a procedimenti che dovrebbero essere scontati (cavolo, un po' di buon senso). E, invece, così non è. Capita, infatti, che anche il più banale degli interventi ad Avellino richieda tempi infiniti. L'impressione è quella di trovarci di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio. Un pressapochismo – lo dicono i fatti - che rischia di costarci altri soldi e vanificare i sacrifici di quanti, commercianti in primis, hanno pagato quell'apertura simultanea dei cantieri, giustificata con la promessa di avere presto la città del futuro. Ad oggi, un'utopia.

Speriamo, ovviamente, di sbagliarci.

Andrea Fantucchio