Benevento

Il legale dei genitori ha puntato il dito contro le lacune dell'attività investigativa e la mancata escussione di alcuni testimoni, chiedendo di ampliare la platea delle persone da chiamare in causa (ora sono cinque), mentre la Procura ed i difensori si sono espressi per l'archiviazione dell'indagine. Sarà il gip Roberto Melone, che si è riservato la decisione, a stabilire se debba o meno continuare ( o a disporre l'imputazione coatta) l'inchiesta sulla morte di Pellegrino Meoli, un 36enne di San Martino Sannita, avvenuta il 9 ottobre del 2012.

Assistiti dall'avvocato Nunzio Gagliotti, i familiari sono convinti che il decesso non sia stato dovuto ad un infarto, e che il figlio, disabile, si sia sentito male, fino a soffocare, dopo aver ingoiato alcuni pezzi di mozzarella: un alimento che, per le sue condizioni, non avrebbe dovuto mangiare. (continua a leggere sull'App di Ottopagine)

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