Fuori i soldi, o ce li prendiamo comunque. Parte l'assalto alla diligenza del comune di Avellino che con un colpo di mano dissanguerà (per l'ennesima volta) i portafogli di cittadini e famiglie. A causa di alcuni errori grossolani. Così, tanto per cambiare un po'.
PORCATE E LADRI DI POLLI
Riesplode così il caso Asso-servizi, la porcata amministrativa che portò alla luce tutte le magagne di un sistema di riscossione farlocco. Una montagna di irregolarità per la quale, come spesso accade ad Avellino, non pagherà nessuno. Di loro, si intende. Perché, come vi dicevamo, i vostri soldi li vogliono e li prenderanno. E voi pagherete, oh se pagherete. Avete anche una data di scadenza piuttosto imminente. E poco importa se le ingiunzioni di pagamento si riferiscono a cartelle esattoriali che sempre loro ( quelli del Comune) con una precedente delibera avevano ritenuto irregolari. Dopotutto che rapina sarebbe altrimenti.
CARTA CANTA, E CANTARONO TUTTI
Era il 5 febbraio scorso quando con ben ventidue pagine il consigliere d'opposizione e presidente della Commissione Trasparenza, Costantino Preziosi, dimostrava come l'affidamento compiuto in favore di Assoservizi, fosse irregolare.
Una gara d'appalto illegittima. Assoservizi, infatti, non aveva informato il Comune che il Tar la dichiarava decaduta a Genzano di Roma e Quarto dove, in seguito alla sentenza, le cartelle inviate ai contribuenti, erano tutte invalide. Curioso che chi affida un servizio, non si informi sull'ente che quel servizio lo metterà in atto.
Insomma, ma ci siete o ci fate
E' come far entrare in casa un elettricista già noto per aver compiuto disastri altrove e commissionargli i lavori. Per poi rimanere stupiti quando, al proprio ritorno, si trovano tutti gli impianti elettrici in cortocircuito. Perché col medesimo stupore, i nostri amministratori caddero dalle nuvole quando si trovarono a dover fare i conti con decine di rimostranze dei cittadini, obbligati a pagare cifre spropositate. E per cifre spropositate non intendiamo qualche spicciolo, in quelle cartelle esattoriali c'erano cose da pazzi. Persone con pensioni miserande che, a detta dell'ente preposto ai controlli, avrebbero dovuto versare l'intero importo percepito. Decine di famiglie tartassate con imposte improponibili.
AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE
Da contratto, Assoservizi doveva inizialmente riconoscere al Comune un minimo di 1 milione e cinquecentomila euro pari al 65 per cento dell’importo dei tributi accertati e incassati nel 2010. Una concessione così vantaggiosa che eliminò di fatto i concorrenti al ruolo di riscossione.
Peccato che quei soldi, il Comune non li abbia mai ricevuti. Infatti, in un secondo momento, quelli dell'amministrazione si rendono conto che in realtà la cifra riscossa nel bando dell'importo dei tributi ammonta a poco più di 800mila euro e non a oltre 2 milioni come inizialmente previsto. A questo punto logica vuole che l'affidamento fosse annullato e la gara d'assegnazione rifatta. Oltre a liberare di fatto Assoservizi dagli obblighi volontariamente contratti.
E, invece, non è andata così. Il Comune, in maniera discrezionale, abbassa il corrispettivo che la Asso-servizi deve versare a poco più che 570mila euro annuali. Per oltre di 2 milioni e 600mila euro durante tutti e cinque gli anni. Eliminando altri presunti candidati, magari più accreditati. Non tenendo conto delle più banali norme etiche e soprattutto procedurali vigenti in materia.
Inoltre, l'amministrazione si limita a far partire una richiesta d'annullamento il 16 marzo 2015, ritenendo però validi e legittimi tutti gli accertamenti compiuti fino ad allora da Assoservizi. Insomma, saranno pure sconcerie e cifre improponibili, ma qualcuno deve pagare. Indovinate chi?
Peccato che mesi dopo, una sentenza del Tar, boccia anche l'annullamento presentato dal Comune, poiché mancavano “le giuste argomentazioni”. Insomma, pare che i nostri eroi non siano capaci neppure di redigere un documento adeguatamente. Ma lì dentro chi ci lavora?
Il 26 febbaio 2016, l'ultima beffa. Una sentenza del consiglio di Stato riferita ad un’azienda piemontese che vive la stessa condizione di Assoservizi: descrive l’affidamento a quest’ultima come illegittimo. E' quindi ufficiale: l'Assegnazione ad Assoservizi è proprio illegittima.
NON PIANGIAMO SUL LATTE VERSATO. VOI PAGATE E POI SI VEDE
Ma pure di fronte all'evidenza il Comune preferisce seguire le strade più tortuose. Niente rimozione della ditta nemmeno stavolta. Si cerca invece una mediazione ( tanto, la pagano i cittadini, pure quella) con Assoservizi.
Ma proprio in quella transazione, con l'ennesima delibera, si nasconde l'ultima porcata: tutte le cartelle esattoriali emanate vanno infatti, a detta dei nostri amministratori, ritenute valide fino alla fine del mese prossimo.
GIUSTO ALTRI DUE DUBBI ...
Ci sarebbe da capire poi cosa aveva spinto gli impiegati dell'ufficio tributi, nel marzo 2015, a rifiutarsi di operare i controlli successivamente all'affidamento in favore di Assoservizi. Forse le proteste erano divenute davvero troppe così come l'immondizia da tenere nascosta. E perché il Comune ci ha messo tanto a fermare questo meccanismo nonostante documenti e segnalazioni ripetute. Perché dai tre anni di assegnazione concessi ad Assoservizi, si scese poi a uno. Che qualcuno avesse intuito l'errore, e volesse porre la solita pezza a colori?
EPILOGO DI UN DISASTRO ANNUNCIATO
Comunque sia andata, resta il dato certo: i cittadini hanno pagato, continuano a pagare e pagheranno delle cifre non dovute. E lo fanno perché chi dovrebbe tutelarli e assicurare loro il servizio migliore si è dimostrato incapace. Parlano i fatti. Non vogliamo imputare la malafede. Perché troppo marchiane sono le mancanze. E pure a studiarsele, era impossibile. Oppure no?
Andrea Fantucchio