Grande entusiasmo ha destato il gruppo i “Tremendisti”, il quale si è esibito nell’ambito della Festa del 1° Maggio sannita, organizzata dalle confederazioni Cgil e Uil. Come si ricorderà il rinvio al 6 maggio del concerto, già previsto per la serata di domenica, fu dovuto alle avverse previsioni metereologiche. I lavoratori, i tanti giovani presenti si sono sfrenati al ritmo delle varie danze popolari dettate dal leader del gruppo Fabrizio Cusani. Il quale, peraltro, ha voluto presentare l’epica rappresentazione di “Brigante se More” di Eugenio Bennato, ricordando le condizioni floride in cui vivevano le genti del Sud Italia prima del 1861, la totale assenza di emigrazione prima di quella data e i motivi che scatenarono la lotta civile di quei partigiani, definiti, ancora oggi dai libri di scuola semplicemente Briganti, ossia come semplici malfattori, delinquenti comuni. E descrivere, come a pagare il maggior prezzo dell’unità d’Italia, furono anche le popolazioni civili Sannite di Casalduni e Pontelandolfo.
Nell’intermezzo musicale vi sono stati gli interventi dei due leader sindacali sanniti. Ha iniziato Fioravante Bosco (Uil), il quale ripercorrendo il tema di questo primo maggio “Contrattazione, Occupazione, Pensioni”, ha sottolineato che “Il governo Renzi deve rinnovare i contratti di lavoro, così come ha sostenuto la Corte costituzionale per il pubblico impiego, poiché solo aumentando i consumi si può sperare in una ripresa dell’occupazione. C’è bisogno di un intervento urgente sulla legge Fornero che ha bloccato l’uscita dal lavoro per tutte le categorie di lavoratori, anche di quelli che svolgono lavori usuranti, eliminando così la possibilità di un ricambio generazionale. Il Sannio non può perdere tutte le sue istituzioni locali a favore della provincia di Avellino e avviare il territorio alla desertificazione sociale ed economica più assoluta. Infine, se le cose resteranno così a ottobre la Uil non potrà che votare No al referendum sulla riforma costituzionale, che se attuata metterebbe un solo uomo al comando eliminando ogni contrappeso tra gli organi dello Stato”.
Ha rimarcato la mano la leader della Cgil, Rosita Galdiero, la quale ha sostenuto che: “Il governo Renzi ha rovinato il mondo del lavoro con flessibilità e precarietà che non promettono nulla di buono. Inoltre, la modifica dell’art. 18 dallo statuto dei lavoratori non dà alcuna assicurazione ai giovani per un lavoro stabile e duraturo. E’ per questo che la Cgil sta raccogliendo le firme per tre referendum sul jobs act e una proposta di legge d’iniziativa popolare per la Carta dei diritti Universali del lavoro.
Il presidente della provincia di Benevento, Claudio Ricci, - ha concluso la Galdiero – non ha sentito la necessità, in un anno e mezzo di non governo, di convocare almeno una volta le organizzazioni sindacali per discutere dei tanti problemi della provincia di Benevento. Egli si è chiuso nel suo silenzio più assoluto concorrendo alla rovina dei diritti di tanti lavoratori sanniti”.
Redazione Bn