Per i giudici del Riesame c'è il pericolo di reiterazione del reato. Per questo resta ai domiciliari Luciano Brigante, primario dell'ospedale Ruggi. Il tribunale della Libertà, rigettando il ricorso presentato dall’avvocato Paolo Carbone per conto del neurochirurgo dell’azienda ospedaliera “Ruggi” di Salerno, ha voluto tutelare le parti offese.
Il primario, dunque, resta agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta in cui si ipotizza che avrebbe chiesto denaro ai pazienti in cambio di agevolazioni nello scorrimento delle liste d’attesa. Nel ricorso ai giudici la difesa del dottor Brigante aveva sollevato anche l’eccezione della competenza territoriale, sostenendo che il procedimento penale andava istituito innanzi al giudice del luogo dove si era consumata la condotta più grave, ossia in Toscana. Proprio in Toscana sarebbe stata pagata la “mazzetta” di maggiore importo rispetto alle altre. L’istanza è stata rigettata, ritenendo che il procedimento deve tenersi nel luogo dove c'è stato il primo delitto contestato a Brigante. Si tratta di Salerno alla fine di gennaio di due anni fa. È stata stralciata, invece, la posizione, come per la caposala Annarita Iannicelli, per le due contestazioni avvenute nella clinica toscana di San Rossore. Per questi due casi, i giudici del Riesame hanno disposto l’invio degli atti alla Procura di Pisa.
Redazione Sa