Sono 15 gli indagati per la strage del bus, precipitato da un via- dotto dell’A-16 a Monteforte Irpino (40 vittime) il 28 luglio del 2013. Si conoscerà oggi nell’udienza del Gup al tribunale di Avellino la decisione sulle richieste di rinvio a giudizio presentate dalla Procura.
E’ indagato lo stato maggiore della Società Autostrade e con esso il titolare dell’agenzia di viaggio di Pozzuoli che organizzava pellegrinaggi. Ma trai 15 nomi ci sono anche quelli funzionari della Moto- rizzazione civile di Napoli che avrebbero falsificato documenti relativi alla regolare revisione sul bus impazzito che precipitò dal viadotto.
I reati contestati sono omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Dei quindici imputati, tre sono anche indiziati di falso in atto pubblico. Si tratta di Gennaro Lametta, proprietario del pullman, Vincenzo Saulino, funzionario della Motorizzazione e Antonietta Ceriola, assistente amministrativo dello stesso ufficio, arrestati a luglio 2014. I tre vennero arrestati per aver falsificato il documento del- la revisione del bus.
LA TRAGEDIA: La tragedia il il 28 luglio del 2013. Il bus stava rientrando da Pietrelcina con 38 persone.
Sul viadotto l’impatto terribile. Il bus inzia a sbandare, il sistema frenante è in panne. percorre diversi metri prima di schiantarsi contro il guard rail del viadotto e precipitare nel vuoto.
L’autista che morì nell’incidente, fratello di Lametta, riuscì ad evitare diverse auto che aveva davanti, provò inultimente a poggiarsi con la finacata. Poi lo schianto.
Redazione Av