Riparte Estate in Irpinia, iniziativa organizzata dall'associazione Info Irpinia per raccontare con dieci tappe gratuite e aperte a tutti la bellezza della provincia di Avellino.
Cogliamo l'occasione per farci spiegare da loro, i giovani organizzatori (molti di età inferiore ai trent'anni), cosa li abbia spinti a mettere su iniziative (sempre auto-finanziate - qua li sordi neanche con il binocolo le mettono gli amministratori locali ) per sponsorizzare la loro terra.
Il percorso: 1) Avellino-Rocchetta e Bagnoli Irpino, 2) Aquilonia e Bisaccia, 3) Chiusano San Domenico e Castelvetere sul Calore, 4) Prata Principato di Ultra e Montemiletto, 5) Avella, 6) Flumeri e Trevico, 7) Calitri e Sant’Andrea di Conza, 8) Andretta e Cairano, 9) Calabritto e Quaglietta, 10) Borgo Ferrovia e Montevergine
Ps. Nessuno di fascia la testa prima, ma qualunque sarà il risultato di pubblico (l'anno scorso le tappe hanno raccolto complessivamente oltre oltre mille presenze), pensare che, mentre i report nazionali e internazionali continuano a dipingere per noi giovani scenari apocalittici, ci sia chi ha deciso di rimboccarsi le maniche e giocarsi qui il proprio futuro, non può che trasmettere speranza. Quantomeno per l'audacia e il coraggio dimostrati. Non solo durante quest'iniziativa.
IL CORAGGIO DEI SOGNI
“Vogliamo raccontare e lavorare per un'Irpinia che sappia tornare ad essere comunità, riconoscendo i propri valori, le proprie radici e riscoprendo la propria bellezza fatta di gente, paesaggi, colori, biodiversità ed emozioni sincere. Cercheremo di trasmettere tutto ciò ad ogni partecipante, che sia irpino di nascita o che venga da lontano”. A parlare è Roberta Marzullo, vice presidente di Info Irpinia che aggiunge, “Questa terra non merita di essere violentata dalle continue speculazioni perché è un territorio con la propria dignità. Dobbiamo rendere onore ai nostri nonni che l'hanno protetta con il lavoro, il sudore ed i sacrifici. Vogliamo poter immaginare che questo luogo possa tornare ad essere un fiore all'occhiello della Campania e dell'Italia intera”.
Sì, perché Info Irpinia oltre ad immergersi fra le bellezze caratteristiche dei borghi irpini, e raccontare gli scenari fiabeschi che il cuore della provincia custodisce, intende porre l'attenzione sulle minacce che mettono a repentaglio la sopravvivenza dell'Irpinia come la conosciamo.
TROPPI SCHELETRI IN UN ARMADIO COSI' STRETTO
Quei mostri che, spesso, viaggiano sullo stesso binario di un clientelismo consolidato a tutti i livelli (amministrativo, burocratico e mentale) e con flussi di denaro che finiscono per dirottare verso lo sfacelo anche i progetti più virtuosi. Purtroppo si paga scotto, ad una ricostruzione che ha spolpato fino all'osso la cuccagna dei fondi a pioggia, regalandoci capannoni vuoti di fabbriche venute a partecipare al banchetto e poi fuggite e oscenità architettoniche come gli oltre trenta container-stazione che costellano l'ex tratto dell'Avellino-Rocchetta e sono completamente inutili. A questo sono seguiti anni di adagio complessivo, vivacchiando di quei soldi che finivano per dopare l'effettivo stato di salute dell'Irpinia che, tolto il respiratore artificiale, ha mostrato il suo reale volto. Una terra sull'orlo del collasso alla quale, dal punto di vista occupazionale, gli anni di congiunzione economica attuali, stanno dando il colpo di grazia.
Conferma Pasquale Luca Nacca, socio Info Irpinia: “Affronteremo pericoli quali l'inquinamento della Valle del Sabato e, poco distante, l'orrore dell'ex Isochimica, sempre più avvolta nel mistero. Tratteremo temi scottanti e attuali come l'eolico selvaggio, la trasparenza amministrativa, il turismo, la cementificazione selvaggia, la vertenza ex Irisbus e la questione dell'accumulatore in Valle Ufita, la privatizzazione dell'acqua, le possibili trivellazioni petrolifere, le periferie ed il possibile riutilizzo abitativo di case diroccate per valorizzare i nostri borghi”.
AVELLINO, CITTA' SENZA MEMORIA
Altro tema portante è quello dell'identità. Perduta e consolidata. Identità che, come abbiamo scritto anche su queste colonne, proprio nel capoluogo sembra dispersa.
E per Avellino, il presidente di Info Irpinia Francesco Celli, non risparmia parole dure: “Un capoluogo serio che ha in casa un'associazione come Info Irpinia, avrebbe preso un locale (fra i tanti vuoti), anche un buco, e ce lo avrebbe concesso. Facciamo venire persone dalla Danimarca ma non abbiamo una sede: questo la dice lunga sulla sensibilità amministrativa della città. Ma purtroppo, Avellino, la sua identità l'ha da tempo sepolta da tempo nel cemento, nelle clientele e nei giri di potere che hanno finito per cancellare parte di quell'anima originaria che faceva da collante fra i nostri antenati. Crediamo però che sia possibile recuperare quello spirito ripartendo proprio dai dolori più profondi e così nasce la tappa di quest'anno a Borgo Ferrovia. Dolori come quelli vissuti da questa periferia avellinese, dolori frutto di ingiustizie protratte nel tempo, devono essere condivisi: solo così si ricostruisce la comunità Irpina, unendo il capoluogo alla provincia”.
QUELLA BELLEZZA CI SALVERA'
Un'identità che viaggia parallelamente con la tutela della bellezza. Quella autentica che parte dalla tradizione, senza però isolarsi dal futuro. Una formula che ormai ha delle certezze. Riassunte dalle parole di Michelangelo Freda, socio di Info Irpinia: “Sicuramente ripartiamo dalla sicurezza di vivere in una delle province più belle d'Italia. Con i suoi paesaggi suggestivi e variopinti. Una consapevolezza che abbiamo acquisito meglio proprio grazie all'edizione scorsa di Estate in Irpinia. L’Irpinia è una terra mutevole a livello paesaggistico e culturale, da riscoprire, e noi puntiamo sulla forza dei nostri antenati. Ci tengo molto che questo obiettivo sia raggiunto, affinché i miei coetanei possano capire che l’erba del vicino non è sempre più verde e che viaggiare per il mondo e non conoscere la propria terra, significa avere un forte handicap culturale. Proprio per avvicinare i giovani ci saranno attività particolari come la dimostrazione con il cane da tartufi a Bagnoli. Credetemi, ogni tappa sarà una scoperta che ci farà apprezzare quel che siamo, cioè Irpini”.
“Io – conclude Francesco – mi auguro che fra i partecipanti nascano nuovi rapporti di amicizia, fatta di sincerità, bellezza e gioia. Che ci sia qualche Irpino in più, rispetto ad oggi, ad avere consapevolezza della propria storia, della propria terra e dei propri sogni. Già questa sarebbe una grande vittoria. La più importante”.
Ecco tutte le tappe con i dettagli
Andrea Fantucchio