di Luciano Trapanese
Non è stata una bella scelta. Commettere la rapina a casa di un poliziotto. Come dire, ladri maldestri. O almeno, poco informati. Il risultato: un criminale in manette. E già sotto processo. Per direttissima.
I fatti si sono verificati due giorni fa, in via Largo Ferriera. A due passi dal centro di Avellino. Zona tranquilla, in genere. Da un po' di tempo – però – qui, come altrove, i furti in appartamento sono in aumento. A commetterli quasi sempre malviventi che arrivano dal napoletano o dal casertano. Rubano, scappano e nessuno li vede più. Non in questo caso, per fortuna.
L'episodio si è verificato alle dodici. Due uomini sono riusciti ad entrare nell'appartamento. Ma – come detto – avevano sbagliato almeno due conti. Il primo: il proprietario era in casa. Il secondo: sempre il proprietario - come detto – era un poliziotto. Due errori, uno dopo l'altro. Non poteva finire bene.
L'agente ha sentito dei rumori provenire dal piano superiore della sua abitazione. Rumori decisamente sospetti. C'era qualcuno. Voi già sapete chi. E' salito e si è trovato di fronte i due malviventi. Uno dei banditi ha estratto una bomboletta spray, con gas urticante, e ha spruzzato il contenuto sul volto del poliziotto. Una mossa che ha consentito ad uno dei due ladri di fuggire, allontandosi di corsa giù per le scale. L'altro non c'è riuscito. E' stato bloccato. Ne è nata una colluttazione. Il bandito, che aveva con sé una borsa piena di oggetti appena trafugati (come dicono le forze dell'ordine), è riuscito comunque – anche grazie ai nefasti effetti dello spray – ad avere la meglio è si è allontanato. Ma per poco. Il poliziotto ha avvisato i colleghi. Una pattuglia è arrivata dopo pochi minuti. Non c'è voluto molto, anche grazie alla descrizione fornita dalla vittima, a catturare il malvivente in fuga. Si tratta di un 25enne pluripregiudicato di Sant'Arpino, comune in provincia di Caserta. Un curriculum penale di tutto rispetto. E i furti sono una delle prime specialità del giovanotto. E' stato portato prima in caserma e poi in una cella del penitenziario di Bellizzi.
Ieri mattina il processo per direttissima (rito che si può adottare solo per chi è colto in flagranza di reato ed evita le lungaggini dell'udienza preliminare). Nei suoi confronti l'accusa di rapina pluriaggravata, una aggravante – appunto – inserita nel codice per i reati commessi in una abitazione privata. L'imputato era assistito dall'avvocato Rolando Iorio. Il processo si sta celebrando davanti al tribunale collegiale di Avellino, presieduto dal giudice Paolo Cassano.