«Il nostro incontro arriva in una giornata uggiosa, come uggiosa è la cultura in questa città. Tocca a noi far risplendere il sole». Parte da qui Renato Giordano per introdurre la sua 'degustazione di idee' con gli artisti e gli operatori culturali della città riguardo a nuovi progetti e prospettive future in un evento che rientra nelle attività del candidato sindaco Clemente Mastella, che però non ha preso parte all'incontro.
«Mi dispiace che in tanti abbiamo mancato questo appuntamento – mette subito in chiaro l'attore e regista sannita -. Credo che sia accaduto perché è più facile scegliere di non schierarsi. Ma per un artista questo non è possibile. Forse – provoca – in questa città non ci sono veri artisti ma solo “ragionieri dello spettacolo”. Un vero artista si lascia trasportare dalla passione, può essere d'accordo o contrario ma non può rimanere indifferente».
L'incontro entra subito nel vivo partendo dall'attualità. La parola a Gino D'Anna che Giordano presenta come “l'artefice della domanda che ha fruttato a Benevento il riconoscimento Unesco”. «Chi amministra questa città sosteneva che Benevento non avesse appeal turistico. Ora si dice il contrario. Sono state fatte molte cose ma alla promozione e realizzazione di eventi non è mai seguita la commercializzazione del prodotto. Oggi si dice che Benevento può essere una città di cultura. Finora, però, non è accaduto».
Uno spunto dal quale lo stesso Giordano parte ricordando la sua esperienza con “Quattro notti e... più di luna piena”. «In tanti hanno insultato quell'evento, la chiamavano 'pizza piena'. Ma loro, cosa hanno fatto? Noi davamo modo di scegliere con chi emozionarsi e contemporaneamente davamo la possibilità di scegliere tra Rosario Miraggio e Giorgio Albertazzi. Che c'è di male? Era una formula che funzionava e se fosse durata ora sarebbe ai livelli di manifestazioni come Eurochocolate, invece l'hanno lasciata morire per farla cadere nel dimenticatoio. Era un'ottima idea capace di coinvolgere la città, le associazioni, i luoghi. Abbiamo rianimato un centro storico che era deserto. E' dopo Quattro Notti che è nata la movida nella zona di Piazza Vari, prima non c'era nulla. Eppure l'hanno distrutta».
E sull'ultima edizione dell'evento affidata a Lucio Dalla commenta «Amavo Dalla ma, in tutta sincerità, qui veniva a fare solo una marchetta estiva».
Ma il punto non è solo 'Quattro Notti'. «Sappiamo tutti – prosegue - che è semplice organizzare cose belle quando ci sono soldi ma solo chi ha buone idee può farlo anche quando non ci sono. Se tornerò a lavorare qui voglio coinvolgere tutta la città, ogni quartiere e tutte le associazioni. Deve esserci voglia di fare. Dobbiamo tornare a litigare davanti ai bar, come accadeva con la prima Città Spettacolo di Gregoretti».
Torna a percorrere il cammino e ricorda «Sono io ad aver influenzato l'attuale formula del Premio Strega. Ci ho lavorato per tre anni e ho sempre puntato ad una collaborazione per la serata finale trasmessa dalla Rai. Ma occorre proseguire in un discorso. Guardiamo a realtà come il Giffoni Film Festival. Lì gli amministratori sono stati capaci di legarlo ad una legge regionale e non accade, come qui per Città Spettacolo, che occorra attendere 'se e quando' la concessione del finanziamento».
E poi gli spazi. Giordano punta il dito contro quelli chiusi «Necessario riaprire il Comunale, e non c'è bisogno di attendere i finanziamenti che permettano di utilizzare la sala. Si potrebbe cominciare a tenere aperto almeno il foyer per ospitare tante iniziative che, le associazioni o il conservatorio potrebbero mettere in scena gratuitamente. E invece nulla. Perché chi c'è stato finora non solo non ha avuto soldi ma neanche fantasia, ne voglia di fare».
L'invito, poi, è a condividere le idee e a sviluppare progettualità: «Cominciando da quello che nasce sul territorio occorre creare tante piccole cose a basso costo che insieme, però, creino una forza».
Tra le altre Giordano propone: «Vorrei coinvolgere l'associazione Wand per creare a Benevento il primo festival a tematica gay, affidando la direzione a Rodolfo Di Giammarco».
Infine commenta «Il sette giugno rifaremo questa riunione quando avranno vinto le buone idee e sono convinto che verranno in tanti».
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Mariateresa De Lucia