Salerno

Artefici del proprio destino. O quasi. Andrea Bovo, ospite di DerBy su Otto Channel 696, non potrà prendere parte a Salernitana - Como in programma venerdì (ore 20:30) allo stadio Arechi, ma ci sarà con la mente e con il cuore nella partita che vale una stagione; l'ultima giornata di un campionato travagliato sotto il profilo personale e di squadra: "Sto recuperano piano piano dall'infortunio al ginocchio - ha esordito il centrocampista dei granata - Ormai manca una partita, l'unico modo che abbiamo per sperare di salvarci è vincere sperando che i risultati siano ancora una volta favorevoli. Conservare la categoria sarebbe un miracolo, lo è diventato partita dopo partita. E speriamo di chiudere con un miracolo quest'annata un po' particolare".

Dall'inizio positivo alla flessione, costante, che rischia di essere fatale: "In partenza tutto il gruppo ha goduto di una buona forma e abbiamo sviluppato un calcio propositivo - ha proseguito Bovo -. Cosa si è spezzato? Forse abbiamo cambiato troppo e troppo spesso, infilandoci in un tunnel particolare da cui abbiamo fatto fatica ad uscire. Il cambio di allenatore? Ha portato qualcosa di diverso: se positivo o negativo lo scopriremo venerdì sera. Il campo è sempre giudice inappellabile in tal senso. Non ci servono i complimenti se alla fine si gioca in Lega Pro l'anno prossimo. Prendiamoci gli ultimi insulti e proviamo a portare l'obiettivo minimo a casa: è nostra responsabilità e di nessun altro fare il possibile per salvare la Serie B".

In arrivo novanta minuti da vivere tutti d'un fiato: "Credo che ancora ci siano tante possibilità di salvarci, ma non possiamo perderci nel fare percentuali: ormai non dipende solo da noi. Detto ciò è inutile pensare alle altre se non vinciamo. Il Como ha travolto lo Spezia? Ci deve far capire che non ci regaleranno, come giusto, nulla. Reputo triste che si guardi con stupore alle vittorie di squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato: le partite vanno giocate, tutte, questa è la normalità non altro". Stoccata a Sciaudone: "Ha subito la pressione, ci sono giocatori che la sentono particolarmente e quando c'è stata la possibilità è andato via".

Marco Festa