Benevento

Spal-Benevento 4-1

SPAL (3-5-2): Branduani; Gasparetto, Giani, Cottafava; Lazzari, De Vitis (5’ st Spighi), Castagnetti, Schiavon, Mora; Zigoni (16’ st Fiotto), Cellini. A disp.: Thiam, Seghetto, Bellemo, Ceccaroni, Ferri, Gentile, Grassi, Posocco, Silvestri. All.: Semplici

BENEVENTO (3-4-3): Gori; Pezzi, Lucioni, Mattera; Troiani (28’ st Angiulli), De Falco, Del Pinto, Lopez; Ciciretti, Marotta, Mazzeo. A disp.: Piscitelli, Mucciante, Padella, Vitiello, Angiulli, Fusco, Petrone. All.: Auteri

ARBITRO: Proietti di Terni

MARCATORI: 33’ pt Giani, 2’ st Ciciretti, 18’ st Cellini, 31’ st Fiotto, 48’ st Schiavon.

ESPULSO: 46’ st De Falco

AMMONITI: Schiavon (S), Marotta

 

Arriva la prima sconfitta del 2016. Indolore quanto si vuole, ma certo non piacevole. Ko non proprio limpido per via di un gol in fuorigioco e un altro regalato dalla difesa sannita. Ma di questi tempi può capitare, inutile fasciarsi la testa. Peccato perché in alcuni frangenti la squadra giallorossa gioca come sa e mette alle corde la Spal, che mostra di saperci fare meglio nelle mischie, ma sul gioco manovrato paga dazio.

Auteri non snobba la Supercoppa: tutti i migliori dentro per questa serata al Paolo Mazza. Le assenze però, per quanto annunciate, pesano: Melara, Cissè, Campagnacci, lo stesso Mazzarani. Il tempo è stato inclemente: dopo il sole del pomeriggio si è scatenato un autentico nubifragio, tanto che per togliere l’acqua dal campo sono state utilizzate le idrovore. Questo ha consentito che la partita si giocasse, ma su un terreno ridotto abbastanza male. Ne risente abbastanza il Benevento, più agile, meno potente della squadra ferrarese. Ci mette un po’ per prendere le misure. Sembra più pronta sul suo campo la Spal, soprattutto con Lazzari che a destra crea più di un problema alla difesa giallorossa. Ma il primo a farsi vedere dalle parti della porta avversaria è proprio la strega, con Lopez che manda un diagonale violentissimo dalle parti di Branduani. Il pallone finisce di poco alto. Il tema della partita è tutto nella differente fisicità dei due undici: il Benevento manovra con agilità, la Spal sembra dare più spinta alla sua azione. Al 22’ Gori è chiamato alla parata spettacolare: il cross dalla destra è sempre di Lazzari, il colpo di testa sul secondo palo di Zigoni che mira al sette, dove però il portiere giallorosso arriva a mani aperte. Poco dopo la mezz’ora la Spal passa. E’ uno schema da calcio d’angolo: Castegnetti serve fuori area Giani che al volo di sinistro fa secco Gori nell’angolo alla sua sinistra. Il Benevento non fa una piega e ricomincia a cucire le sue trame. Al 39’ va vicino al pareggio con Mazzeo che si fa luce a sinistra e tira sull’uscita di Branduani. Il pallone si impenna ed è ancora Giani a rinviarlo dalla linea di porta, sulla ribattuta Marotta manda alto. Ma è il primo minuto della ripresa ad essere da urlo per i giallorossi: Ciciretti si libera al limite e fa partire un fendente che si stampa sulla traversa. Dall’angolo colpo di testa di Lucioni che Branduani salva con un piede e sulla ribattuta il gesto del “Cicero” è da vero campione: di sinistro al volo manda nell’angolo alla sinistra di Branduani. Più bello del gol di Giani e tutto da rifare. Poco dopo c'è anche una trattenuta in area su Mazzeo: il rigore, anche dalle riprese televisive sembra netto, ma Proietti lascia correre colpevolmente. E così, proprio nel momento migliore della squadra giallorossa arriva il raddoppio della Spal. Controverso e per nulla cristallino. La solita mischia in area giallorossa e il tocco di Cellini a spiazzare Gori: la posizione dell’attaccante spallino è di netto fuorigioco, ma arbitro e assistente sono di diverso avviso e  assegnano il gol. Non ci sta Auteri che protesta senza animosità e viene espulso dal direttore di gara. Non è facile rientrare in partita, soprattutto quando si subisce un gol ingiusto. Così arriva anche la terza rete. Capitan Lucioni va con un po’ di leggerezza su un pallone proveniente dalle retrovie, che viene intercettato da Finotto: due passi in area e rete in diagonale sulla uscita di Gori. Finisce anche con l’inutile espulsione di De Falco, che per la verità neanche colpisce l’avversario, e con l’eurogol di Schiavon sul cui tiro nulla può il povero Gori.