Benevento

Il riposo del guerriero. Fabio Lucioni ha il volto sereno di chi ha vinto una battaglia difficile, la tensione delle ultime partite del campionato fa già parte del passato. Ora non aspetta che andare un po’ in vacanza. “Meno male, è finita. Il riposo è abbastanza meritato per tutti. E’ stata un’annata fantastica, anche se dispiace per queste ultime due partite: ci tenevamo a fare bella figura, però purtroppo non ci siamo riusciti. Quando ti vengono a mancare motivazioni e concentrazione capita. Io sono tranquillo, abbiamo dimostrato di essere un gruppo che è andato sempre in una direzione e ci siamo tolti una grande soddisfazione”. E’ tempo di bilanci, già di ricordi. Tutti dolci, uno più degli altri: “Sarebbe scontato dire che nella mente porto con me l'immagine del 30 aprile, io invece voglio ricordare quel gol di Campagnacci al Catania, che ci ha tolto le castagne dal fuoco. Senza quel gol non sarebbe stato così semplice vincere nel finale. Poi mi va di sottolineare il valore di questo ragazzo, davvero eccezionale”. Il flash back è doveroso. Il momento più difficile? “Quello prima della trasferta a Catania: ci erano venute a mancare delle solidità che prima c’erano state. Ci siamo chiusi nello spogliatoio e ci siamo guardati in faccia: usciti da quello spogliatoio siamo andati diritti per la nostra strada. E’ stata quella la svolta: non che ci fossero problemi nel nostro interno, tutt’altro, erano difficoltà che venivano dall’ambiente esterno”. Storia del 6 dicembre 2015, imperava il mercato, troppe voci aggredivano la squadra. Quel giorno a Catania il capitano non giocò per squalifica, ma il Benevento giocò ugualmente una partita da leggenda e vinse per 3 a 1. Fu la svolta: da quel giorno una sola sconfitta in 20 partite (quella di Lecce) e un crescendo incredibile. “Abbiamo capito che il sogno si stava realizzando proprio quando abbiamo cominciato a fare tanti risultati utili consecutivi. Lo facevamo col gioco e ci siamo resi conto che si stava realizzando qualcosa di fantastico”. Una promozione è la felicità di tutti, per Lucioni c’è anche una soddisfazione personale incredibile. Quasi una promessa a se stesso: “L’avevo detto: rimango e vinco. Ci sono riuscito, è stata la mia soddisfazione più grande”. Piccola proiezione sul futuro, al di là del riposo meritato e dovuto: “Mi aspetto di ripartire il 10 luglio, di lavorare molto e mi aspetto una squadra che si può togliere anche delle soddisfazioni in serie B. Ripartire con un gruppo affiatato e con un allenatore che si conosce può essere un vantaggio. Ma anche chi dovesse arrivare saprà mettersi a disposizione dell’allenatore e della squadra”. La felicità di Fabio, ormai beneventano di adozione, si legge sul volto: “Vincere dove si è abituati a vincere è bello, ma scontato. Qui invece è qualcosa di eccezionale, ti consente di rimanere nella memoria di tutti e nei libri di questa città. Ecco: vincere per Benevento ha voluto dire scrivere la storia”.

f.s.