Piazza Libertà questa mattina è stata aperta a metà e dovrebbe terminare in estate. Ma che ne sarà del tunnel?
Anche l'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Avellino, Costantino Preziosi, parlando delle opere da completare in città durante la presentazione di Villa Franco, ha affermato come per il sottopasso la questione sia più complessa.
Cerchiamo di capire il perché. Riavvolgendo fatti e misfatti del “pertuso della vergogna”.
SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO ERA GIA' NOTTE FONDA
Un'opera iniziata male e proseguita peggio. Dieci anni senza risultati. Colpa di ingarbugli e varianti spremi-denaro che hanno fatto venire l'orticaria ai cittadini, e fregare le mani alle ditte destinatarie degli appalti.
Dicevamo, se il buon giorno si vede dal mattino, l'opera doveva essere bocciata nel 2006. Siamo in piena era Galasso. Con la delibera del 29 giugno l'amministrazione entusiasta presenta alla città di Avellino il sottopasso di collegamento fra i parcheggi del Mercatone e di Piazza Libertà. Come ben sapete, il parcheggio della Piazza non si farà e il Mercatone, beh il Mercatone è storia.
Il progetto iniziale, come previsto, deve avvalersi di uno studio di fattibilità. No problem, ci sono quelli forniti dal professor Nuzzolo e dall'Ingegnere Viggiani. Progetti riferiti però ad un vecchio percorso (tunnel largo Ferriera-piazza Kennedy) anomalia riscontrata dalla stessa amministrazione in una successiva delibera. Lo sapevano, insomma, ma andava bene uguale. Costo complessivo previsto: oltre tredici milioni di euro. ( spaccando il pelo – 13.267.093,00)
Ora c'è bisogno di una progettazione definitiva. Si indice una gara vinta dalle ditte consociate nell' “Ati Consorzio C.F.C.” che presentava un progetto con modifiche migliorative. Modifiche però non approvate.
O meglio.
In una delibera di marzo 2007 l'amministrazione testualmente prendeva atto di tali interventi, aggiungendo che bisognava verificare lo stato dei sottoservizi e raccogliere “tutti i definitivi pareri degli enti di tutela ambientale e di gestione della acque pubbliche”. Nessuno immaginava che l'Ufficio della riqualificazione urbana, attraverso il dirigente, l'ingegnere Masi , stava per compiere il papocchio bis.
IL GIOCO DELLE TRE CARTE
Espletata la conferenza servizi, il Nostro con una determina dirigenziale approvata a fino giugno 2007 decideva di scavalcare le competenze spettanti alla giunta Municipale approvando la progettazione definitiva del sottopassaggio.
Quella determina di fatto sanciva l'acquisizione dei pareri favorevoli di nientepopodimeno che: 1) Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania; 2) Autorita' di Bacino Fiume Liri – Garigliano e Volturno; 3) Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di SA – AV – BN; 4) Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di SA e AV; 5) Settore Provinciale del Genio Civile di Avellino; 6) Settore Uso e Pianificazione del Comune di Avellino.”
Peccato però che qualcuno non aveva detto tutto. Il Ministero per i Beni Culturali e paesaggistici della Campania, attraverso il direttore regionale Stefano De Caro, dava il suo parere positivo ma solo con alcune prescrizioni. Riconoscendo inoltre che al progetto presentato mancavano i rilievi dettagliati delle zone da espropriare e quelli idraulici per la definizione del viadotto. Oltre ad essere assenti tutte le normative di tutela del paesaggio per quanto riguarda lo sbocco del tunnel nei pressi del ponte esistente e del torrente Fenestrelle.
Insomma, mancavano i documenti. E allora perché il Comune chiudeva positivamente la conferenza dei servizi affermando di avere tutti i carteggi?
QUELLA NAVE HA UN BUCO AL CENTRO
I pareri raccolti, inoltre, erano infarciti di dubbi. Raccogliamo i più eclatanti.
Partiamo da quello emesso dall'”Autorità di Bacino Fiume Liri -Garigliano Volturno che riconosceva la pericolosità del tratto del torrente Fenestrelle. Considerato pericoloso dal Piano straordinario di Rischio Idraulico.”
Inoltre, c'era da prendere in considerazione anche il rischio sismico. Per scongiurarlo era necessario il parere preventivo del Genio Civile. Parere mai ricevuto. Né sostituito da indagini preliminari. Insomma, parte la nave senza certezza che può arrivare in porto. L'unico documento presentato in conferenza servizi, infatti, riguardava un parere idraulico preliminare.
Indagini fondamentali anche e soprattutto perché nel tracciato sono inclusi edifici di valore storico monumentale e di rilievo sociale: fra gli altri, Palazzo Caracciolo, il banco di Napoli, e la scuola regina Margherita.
Queste sono solo alcune delle incongruenze più eclatanti con le quali partiva il progetto. Era luglio 2007.
Sta per esplodere il toto varianti. Quella roulette di cambiamenti al progetto che ancora oggi continua dopo oltre otto anni.
PRIME ASSEGNAZIONI DUBBIE
Prima di tutto. Capiamo quando una variante può ritenersi valida.
Cita in proposito l'Anac (Autorità nazionale anti corruzione):in materia di lavori pubblici il progetto esecutivo da appaltare in una gara è ritenuto realizzabile quando è in possesso di tutte le approvazioni e autorizzazioni necessarie e non necessita di variazioni o adeguamenti se non in caso “eccezionali e imprevedibili”.
Nel nostro caso, come abbiamo visto, le autorizzazioni erano quantomeno appezzottate, per usare un gergo comune a queste latitudini. Ma stava per succedere di peggio.
Nel 2009 si approva la perizia di lavori urgenti, redatti dal direttore ai lavori, l'Ingegnere Pasquale Pierro con costi superiori ai 951.760 euro. Secondo questa delibera il direttore ai lavori si è accorto che le ditte hanno abbandonato i cantieri. E per evitare danni ai sottoservizi, scavi, edifici e compagnia cantante, si decide di affidare i lavori di messa in sicurezza ad un'altra ditta. Indovinate quale?
“La costruzione Ingg.Penzi Spa” ossia una delle imprese che formavano l'Ati appena giudicata in adempiente. Ma come? Gli diamo anche un premio quindi. E perché la Penzi è stata scelta fra tutte le ditte precedentemente coinvolte?
Inoltre considerata la delicatezza degli interventi che rientravano nei “Lavori di somma urgenza a tutela della pubblica e privata incolumità”. Lavori che sarebbero poi sfociati in contenziosi protratti per anni, fra il Comune e la ditta.
ROUND DUE: LA SITUAZIONE PRECIPITA
A questo punto i lavori si arrestano. Forse i nostri eroi iniziavano a capire che il pasticcio si stava facendo davvero troppo grosso. Ma questo non impedisce, tempo dopo, di tornare alla carica con altre due varianti.
Il collegamento fra via Due Principati e il Mercatone, costato 3 milioni e 700mila euro. E quello della viabilità di accesso con via San Leonardo. Intervento che includeva anche un potenziamento delle reti tecnologiche e delle finiture, per un costo di oltre 4 milioni di euro.
Lavori affidati con la medesima gara d'appalto alla D’Agostino Costruzioni Generali che avrebbe dovuto completarli entro il 16 giugno 2013. Proprio i tempi di realizzazione brevissimi: nove mesi ( consegna opera: 20 settembre 2012, data di consegna: 16 giugno 2013) avevano permesso alla ditta in questione di avere la meglio nella gara d'appalto.
Lavori, ancora adesso, non ultimati.
A questo periodo risale un altro episodio curioso. All'interno della Commissione che si occupa di assegnare l'appalto figura l'Ingegnere Michele Candela. Il quale, a fine maggio, si dimette. Per poi essere nominato appena sei giorni dopo, Responsabile Unico del progetto del Sottopasso.
COME PRIMA PIU' DI PRIMA
E siamo giunti alla fine del nostro viaggio. Con gli ultimi interventi da mani nei capelli, quelli relativi ai lavori di manutenzione per Piazza Garibaldi, Piazza Libertà, Via Due Principati, Largo Ferriera, San Leonardo. Oltre 130mila euro per manutenere un percorso quasi del tutto inesistente. Lavori anche questi appaltati alla medesima ditta, proprio la D'Agostino Costruzioni.
Come avete potuto vedere in questa lista di inadempienze e confusionari interventi, spesso necessari per tamponare gli errori del passato, emerge una superficialità diffusa. Parlano i fatti. E una mancanza di competenze adeguate. Vitali a maggior ragione in un settore fondamentale come quello delle opere pubbliche. Ma tutto questo non ha fatto desistere le amministrazioni che si sono susseguite dal proposito di ultimare il tunnel. Alternando folte schiere di scarpe sciolte allo sbaraglio a chi, siamo certi che qualcuno competente ci sia, magari capiva che un simile progetto non era adeguato, eppure non poteva far nulla per fermare un carrozzone.
Ps. Fondamentale per riavvolgere il nastro degli eventi è stata l'ampia relazione realizzata dall'Architetto Claudio Rossano. Esperto conoscitore delle questioni cittadine, che ringraziamo.
Andrea Fantucchio