Benevento

Per non dimenticare chi è andato incontro al proprio destino, subendone la forza. Giovanni Falcone, e come lui Paolo Borsellino, e gli agenti della sua scorta sapevano che potevano morire. Ma non per questo hanno pensato, neanche per un attimo, di mollare, di non spendersi più per ciò in cui credevano. Ventiquattro anni fa la strage di Capaci, l'orrore della mafia stragista ed il risveglio delle coscienze troppo a lungo sopite. Scosse dall'esempio di coloro che avevano perso la vita. Un patrimonio di valori trasmesso nella battaglia che da allora continua contro la criminalità organizzata. Mafia, camorra, ndrangheta. “Per emarginarle ed impedire che inquinino la vita economica serve una sinergia tra tutte le componenti della società”, ha detto il giudice Simonetta Rotili, presidente della sezione dell'Anm, che ha aperto l'incontro organizzato questa sera all'auditorium Sant'Agostino, affollato da magistrati, avvocati, forze dell'ordine, studenti, scout, volontari di Libera. Il messaggio affidato alle parole ed al potere della musica che colpisce al cuore. Con la bellezza del suo linguaggio universale testimoniata.dall'orchesta da camera del Conservatorio Nicola Sala. Simboli di uno sforzo che deve essere necessariamente comune. Serve un “coinvolgimento trasversale”, servono “occasioni di osmosi”. Come quelle che l'Associazione nazionale magistrati è impegnata a creare, soprattutto con i giovani”, ha ribadito la dottoressa Rotili. Perchè nulla di ciò che Falcone e Borsellino hannno insegnato vada perso. 

“Bisogna ricordare per ispirarsi al loro stile e seguirne l'esempio”, ha spiegato il Procuratore reggente Giovanni Conzo che ha fortemente voluto l'appuntamento. “Giovanni e Paolo hanno accettato il loro destino perchè credevano nella giustizia, sono stati uccisi perchè erano rimasti soli. Ecco perchè dobbiamo andare avanti con decisione, senza tentennamenti, facendo squadra”. Conzo ha definito Benevento “una bella città che va preservata da criminalità, corruzione e reati contro la pubblica amministrazione”. Per questi ultimi ha nuovamente chiesto che il Parlamento “estenda anche ad essi la legislazione antimafia che permetterebbe di raggiungere risultati importanti”. Perchè – ha concluso citando un passo di un libro di Piercamillo Davigo – sono “convinto che le tenebre non prevarranno”. Praticare e non solo enunciare i valori della legalità, più mezzi e migliori strumenti normativi, una gestione efficace dei beni confiscati, la riforma della giustizia: questi i temi al centro di un messaggio inviato dal Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e letto dal più giovane sostituto della Procura sannita: Francesca Saccone. La sua collega Donatella Palumbo ha consegnato un quadro dedicato a Falcone e Borsellino al Procuratore generale di Napoli Luigi Riello. “Non commemoriano questi eroi per ibernarne il ricordo, la ritualità è inutile”, ha sottolineato il Pg. “Ci sono ancora molti tifosi e pochi combattenti”, ha aggiunto, “contro una mafia che, come affermò Falcone, non va trasformata in un mostro. Perchè dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia”. Per il rettore dell'Unisannio Filippo de Rossi “è fondamentale "che i rapppresentanti delle istituzioni pubbliche siano consapevoli di essere al servizio dello Stato”, mentre il prefetto Paola Galeone ha battuo il tasto del “lavoro nelle scuole per diffondere il rispetto delle regole nell'agire quotidiano”. Poi Giuseppe Ilario, direttore del Conservatorio, e la musica. Per non dimenticare.

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