Avellino

Calcio e camorra: dopo gli arresti per le presunte combine in serie B del 2013-2014 indagini e intercettazioni rivelano nuovi scenari e particolari. Due gare dell’Avellino sono finite al centro dell'inchiesta. Sotto esame gli sms tra un ex calciatore e il clan.

Oggi iniziano intanto gli interrogatori. Un giorno cruciale per raccogliere nuove prove e conferme. Al vaglio degli inquirenti uno scambio di messaggi, Luca Pini invia un sms a Geremia (all’anagrafe Salvatore Russo, per gli inquirenti uomo del clan). Sarebbe stato contento di aver conosciuto «l’amico»: per gli investigatori è il boss Umberto Accurso. Al telefono e Pini riferisce anche della contentezza di Millesi. Gli atti dell’inchiesta per gli inquirenti, testimonierebbero come Armando Izzo, «risulta in grado di intrattenere rapporti diretti con soggetti di spicco del sodalizio». Izzo replica: «Non c’entro nulla. Mi sembra di vivere un incubo. Farò come sempre: andrò avanti e penserò a lavorare. Riparto dalle mie sofferenze e credo nella magistratura».

Per Izzo i pm non hanno chiesto alcun provvedimento restrittivo. Il pentito Accurso parla dei rapporti del calciatore con esponenti del clan, relazioni riconducibili al fatto che uno zio dell’atleta, Salvatore Petriccione, è uno dei capi della Vinella. La Procura cita anche due telefonate fra Izzo e Giuseppe Corcione, indicato come «il cassiere» della cosca. Colloqui che, argomentano i pm, non prensentano aspetti penalmente rilevanti, ma testimonierebbero che il calciatore «sebbene avulso dal contesto familiare criminale, risulta comunque in grado di intrattenere rapporti diretti con soggetti di spicco del sodalizio».

I fatti al centro dell’inchiesta riguardano il campionato 2013-2014. In quella stagione, l’Avellino era in serie B. Sei le partite nell'occhio del ciclone.

Oggi gli interrogatori a Napoli si apriranno con Luca Pini, gioielliere ed ex calciatore, che in giornata dovrà andara davanti al gip Ludovica Mancini, il giudice che ha firmato gli arresti domiciliari per lui e per Francesco Millesi.

Entrambi sono indagati per concorso esterno in associazione camorristica.

Sarebbero ,insomma, facilitatori di combine secondo il pm Maurizio De Marco. Una zona d'ombra inquietante quella svelata dalle indagini che parla degli interessi della nuova camorra di Secondigliano per il calcioscommesse e alza il velo su un’altra zona grigia, quella dei rapporti tra professionisti dello sport e camorristi e quei confini troppo sottili e sfuggenti che scorrono tra una amicizia, conoscenza piuttosto che una collusione.

Siep