Esemplare, anche se ferito ed oltraggiato da una serie di ipotesi di frodi sportive a dir poco sconcertanti: il tifo biancoverde si dimostra ancora una volta incredibilmente maturo, orgoglio della città e della provincia, mantenendo la calma in un momento particolarmente concitato. Si susseguono ore frenetiche, per certi versi drammatiche, con l'esplosione dello scandalo scommesse, che ha indirettamente gettato sconforto e fango sulla piazza avellinese, che si arricchisce di continuo con nuovi ed inquetanti particolari. Ma loro, i supporters, di mollare non hanno nemmeno lontanamente intenzione. Oggi più di ieri orgogliosi dei propri colori; a difesa della maglia, nonostante fuori impazzi la tempesta. Franco Iannuzzi è lucido portavoce dell'umore della tifoseria irpina: «Queste cose fanno male, allontanano la gente dallo stadio. Abbiamo visto il nostro orgoglio messo sotto i piedi, ma spettiamo la conclusione delle indagini. Dispiace vedere il buon nome di Avellino su tutte le prime pagine dei giornali e siti nazionali perché facciamo grandi sacrifici, in ogni caso per questa maglia e mai per i calciatori. Nel bene e nel male, una cosa è certa: continueremo a restare sempre vicino ai nostri colori e siamo pronti a difendere la nostra città fino alla morte».
Tra passato e futuro. Iannuzzi ritorna a un video che sta spopolando sul web, in cui rimprovera con forza Millesi, e anticipa l'atteggiamento che i supporters assumeranno domani (ore 17) a San Martino Valle Caudina in occasione dell'amichevole contro l'Audax Cervinara in programma allo stadio "Pignatelli": «Come detto più volte, anche attraverso striscioni: vogliamo prima uomini e poi calciatori. Chi vuole rispetto deve dimostrarci rispetto. Quando mi arrabbia con Millesi, al termine di Avellino – Cittadella 1-0 del 29 marzo 2014, fu però, unicamente, perché non vennero a salutarci sotto la Curva e non gradimmo affatto questo atteggiamento. I tifosi sono amareggiati, ma voglio fare un appello: non facciamo di tutta l'erba un fascio. Le indagini sono in corso. Stiamo tranquilli. Se ci saranno colpevoli devono essere puniti in maniera esemplare: la giustizia deve avere il coraggio di radiarli e metterli in galera. Detto ciò, anche se ci avessero traditi, dimostriamo la nostra civiltà, come abbiamo fatto in tutti gli stadi d'Italia, anche domani a San Martino Valle Caudina. Ci sarà qualche piccola contestazione perché la gente è arrabbiata e delusa, ma non sfasciamo tutto. Non rompiamo questo giocattolo. Non sfasciamo tutto. L'Avellino è nostro. Gli allenatori, i giocatori, i presidenti passano. Quelli che restiamo siamo noi».
Di seguito l'intervista integrale realizzata questa mattina con Franco Iannuzzi.
Marco Festa