Carmelo Barbera, fisioterapista operante dal 2008 a Messina, recentemente approdato nel Sannio, in precedenza ha maturato esperienze a Torino, Roma, dove è ancora impegnato presso la scuola italo-giapponese Shiatsu Namikoshi, dove ha avviato insieme ad altri studenti il progetto di Hikari, la sezione culturale della scuola.
Come si decide di diventare fisioterapisti?
Molto spesso non si decide. Credo che le scelte professionali si comprendano realmente solo dopo averle compiute e “vissute”. In generale, non so come si decide di diventare fisioterapisti, so che per me è diventata una scelta pienamente consapevole dopo ben sei anni di esperienza, grazie a una paziente che aveva rinunciato all’idea di poter migliorare e all’incontro con lo shiatsu.
Come si conciliano la fisioterapia, che ha un riconoscimento nel campo riabilitativo, e lo shiatsu che, almeno qui in Italia, questo riconoscimento non ce l’ha?
Benissimo, almeno per me. Ho sempre interpretato, studiato e applicato la fisioterapia utilizzando le terapie manuali, la cui efficacia è lampante. Credo che un buon fisioterapista sia l’unico “strumento” di cui il paziente ha bisogno per migliorare. Proprio per questo, ho trovato nello shiatsu e in altre terapie manuali come il linfodrenaggio, dei validi supporti a sostegno e complemento del lavoro riabilitativo. Oltre a questo, sono un sostenitore dell’efficacia di un approccio olistico: il corpo è unico e collegato in tutte le sue parti, questo vuol dire che un problema al ginocchio, ad esempio, non necessariamente si riesce a risolvere con una terapia effettuata solo sul ginocchio stesso. Per lo stesso motivo, l’approccio riabilitativo può integrare tecniche apparentemente diverse che, associate, contribuiscono a una migliore risoluzione del problema.
Quindi, miracoli a parte, a chi si rivolge, o meglio, quali problemi specifici possono essere risolti con questo approccio?
A volte si parla di risolvere senza pensare a migliorare. Migliorare la qualità della vita, specie in ambito neurologico, è il miracolo di cui possiamo parlare. Abbreviare i tempi di recupero e renderli più efficaci e più duraturi nel tempo, in ambito ortopedico o sportivo, è un altro di questi piccoli miracoli. Per non parlare di quei piccoli (grandi) problemi quotidiani (ad esempio acne, sinusite, cefalea, problemi viscerali) che possono essere risolti con la giusta terapia evitando mesi di spese in medicinali o simili. Come si dice? Non facciamo miracoli ma, a poco a poco, ci stiamo attrezzando.
Redazione