E' un trend in costante crescita. E i numeri aumentano in corrispondenza di alcuni scandali. In Italia, come nel resto dell’Europa, aumentano gli “sbattezzati”, ossia le persone che decidono di spogliarsi del sacramento ricevuto, nella maggioranza dei casi alla nascita. Ed è emblematico che proprio l’Italia, casa storica del Vaticano e culla della cristianità, stia registrando, secondo i dati della Uaar(Unione degli Atei e Agnostici razionalisti), un trend in crescita nei casi di persone sbattezzate. 

"Le statistiche parlano chiaro - afferma all'Adnkronos Adele Orioli, portavoce dell'Uaar - e, in base ai moduli che continuano ad arrivare, non è un azzardo parlare di vero e proprio record di richieste di 'sbattezzo'. 

Come informa, su Adnkronos, Adele Orioli, portavoce dell‘Uaar, esistono dei picchi nel numero degli sbattezzati in prossimità tempistica con notizie o scandali specifici, come il caso Eluana Englaro (mantenuta in vita artificialmente per 17 anni) o i fatti che hanno riguardato gli episodi di pedofilianell’ambiente ecclesiastico, coinvolgendo diversi prelati.

Tuttavia, nonostante tale concomitanza di fattori, la crescita delle persone che decidono di annullare il sacramento è in costante andamento: si è arrivati, infatti, a 50mila richieste di sbattezzo, rispetto alle esordienti 10mila richieste passate.

La regione che ha registrato più disaffezioni al battesimo è la Lombardia, la quale conta, negli ultimi anni, 515 richieste di sbattezzo; 370 le richieste nel Lazio e 200 in Campania.

Redazione