Come previsto, arrivano le prime denunce. Per la metro che ad Avellino non ha convinto nessuno. Scatenando nei giorni scorsi una sollevazione popolare. A sporgere denuncia due cittadini di Via Colombo. Oltre al rischio malintenzionati e al disturbo che il palo ha sulla visuale degli appartamenti, i due chiedono se siano stati effettuati degli studi sull'effetto che le onde elettromagnetiche avrebbero sulle abitazioni. Un'opera, la metro, da tanti definita folle. Metropolitana per la quale anche alcuni comitati cittadini stanno studiando denunce per ottenere i risarcimenti.
Il Comune ha accolto le preoccupazioni, rispondendo che i lavori sono stati però realizzati su suolo pubblico. Spiegazione che non basta a tranquillizzare i due che ora potrebbero aprire un precedente. Non dimentichiamo, infatti, che è già attiva una petizione realizzata dal gruppo “I cittadini in Movimento” guidati dall'avvocato Massimo Passaro, per raccogliere firme per la rimozione dei pali. Così come, spinto dal movimento Cinque Stelle, è partito nei giorni scorsi il “palo tour” per mostrare i luoghi dove sono già stati posti i piloni, e raccogliere le rimostranze dei cittadini che vogliono rimuoverli.
Un putiferio mediatico e non solo, risultato annunciato di una progettazione che si porta dietro tanti dubbi. Raccolti in diversi approfondimenti. Il progetto iniziale, quello di Di Nunno, durante l'amministrazione Galasso è stato completamente stravolto. Si parlava di elettrificazione a terra e utilizzo di piccole motrici messe in moto su un unico binario per essere meno invasive.
Il tracciato attuali tante zone pedonali, e manca di tratti fondamentali: su tutti l'asse di collegamento fra San Tommaso e la città ospedaliera. Senza dimenticare i dubbi sui bus, presi prima che la normativa ambientale corrente entrasse in gioco. Di dimensioni molto grandi rispetto alle strade nelle quali andranno a collocarsi. Prive delle adeguate corsie preferenziali, sono l'anticipazione di un disastro certo.
Infine c'è sempre il dubbio relativo alla gestione per l'opera. L'impegno ufficiale dell'Air a prenderla in carico finora non è mai arrivata. E non è detto che la situazione cambi.
Andrea Fantucchio