Il brutale omicidio di Sara Di Pietrantonio ha scosso il Paese. Non solo perché una ragazza di 22 anni è stata bruciata viva dall'ex fidanzato ma, cosa ugualmente agghiacciante, perché nessuno ha risposto alle sue richieste di aiuto. Alla mostruosità dell'assassino si è aggiunta l'indifferenza. Male comune del nostro oggi. Di quei terribili momenti i testimoni diranno, poi, di averli visti litigare. Nessuno però si è fermato.
E quello di Sara è solo uno degli ultimi casi. Un caso eclatante, ma non raro. Anzi, fin troppo comune. Violenza e indifferenza. La seconda alimenta la prima, la sostiene.
Parte da qui l'idea dell'evento “Chi colpisce una donna, colpisce tutt* noi”, promosso a Benevento, domani da Exit Strategy, l'associazione che lotta contro ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica alle donne e ai minori.
“Quante altre di noi dovranno perdere il sorriso e la vita? Cosa stiamo aspettando ancora? Chi colpisce una donna, colpisce tutte noi! Facciamoci sentire, muoviamoci all'unisono contro questo genocidio che colpisce le donne!”.
Così il gruppo annuncia la manifestazione che si terrà domani, dalle 10 al Rione Libertà, presso la Spina Verde (via Vitelli - lato Chiesa Addolorata).
E ancora Exit Strategy spiega: “Il contrasto e la prevenzione della violenza di genere deve essere una priorità. Per Sara e per tutte le donne, perché la violenza tocca tutte noi direttamente, non dobbiamo pensare che sia qualcosa di lontano dalle nostre esistenze. La violenza non è un fatto privato, dobbiamo lottare contro l'indifferenza e la normalizzazione della violenza. La violenza ha varie forme, stiamo unite, con e fra le donne, lavoriamo insieme per riconoscere la violenza e per uscirne prima che si giunga a questo punto senza ritorno.
La vita non può essere strappata via, perché questi individui si sentono padroni delle vite delle donne, come se fossero oggetti di loro proprietà, da controllare e da annientare nel caso non si comportino come desiderato. Questa è violenza machista, patriarcale, con radici culturali molto profonde che dobbiamo sradicare. Se non si comprende questo dato, non si riuscirà mai ad intervenire adeguatamente. Non si deve rimandare, non siamo più disposte ad aspettare. La vita delle donne è una priorità urgente! Le donne non devono essere lasciate sole. Mai! non restiamo in silenzio!
Scendiamo in piazza, portiamo tamburi, megafoni, pentole, striscioni, cartelloni autoprodotti. Organizziamo un flash mob in ogni città. Se non fosse possibile, esponiamo qualcosa di rosso alle finestre. Facciamoci sentire! Non importa quante siamo!”.
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Mariateresa De Lucia