Benevento

“Le stelle rimangono lontane”, ha scritto questa mattina, sul Corriere, il professore Sabino Cassese ricordando le speranze nutrite da un testimone di quei giorni che segnarono la fine della monarchia e del fascismo, consegnando il Paese alla democrazia e alla libertà. Settanta anni fa la scelta della Repubblica e l'avvio di un processo che non si è ancora compiuto. Troppe ancora le differenze con il sogno di quanti credevano all'epoca che “le stelle fossero a portata di mano”.

Tanti, troppi gli ostacoli non ancora rimossi lungo la strada che conduce alle pari opportunità per tutti, al pieno sviluppo di una comunità, ad una unità sempre messa a durissima prova da populismi, demagogia e spinte egoistiche. Mentre la realtà di tutti i giorni ci obbliga al confronto ed all'accettazione degli altri, a volgere lo sguardo al di là dell'orticello di casa. Senza dimenticare quanti hanno speso la loro vita per consentire all'Italia di uscire dalla dittatura e di aprirsi al mondo. Ecco perchè, nonostante quel tratto di retorica che inevitabilmente l'accompagna, la Festa della Repubblica è un momento importantissimo nella nostra storia. Sottolineato dalle forze dell'ordine schierate in piazza Castello, dalla presenza delle associazioni combattentistiche e di volontariato, della gente e delle autorità.

Mancano pochi giorni alle elezioni amministrative, niente interventi per il sindaco ed il presidente della Provincia. Solo la lettura del messaggio del presidente Mattarella affidata al prefetto Paola Galeone, che ha ringraziato tutti; in particolare, per la collaborazione ricevuta, il primo cittadino uscente Fausto Pepe e il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Pasquale Vasaturo, che lascerà Benevento alla volta di Palermo, per la Legione carabinieri Sicilia. Il passaggio in rassegna dello schieramento, l'alzabandiera, l'omaggio ai caduti, poi il tricolore srotolato lungo la facciata del Palazzo del governo, la consegna dei riconoscimenti: fotogrammi della Festa. La Repubblica ha settant'anni.
Durante la cerimonia il Prefetto ha consegnato l'onorificenza di “Vittima del Terrorismo” conferita al maresciallo ordinario dell’Esercito Carmine Pedata.
Medaglie d’Onore conferite dal Capo dello Stato sono state invece consegnate ai parenti di Stasi Raffaele, nato a Durazzano nel 1920; Casillo Giuseppe, nato a Solopaca nel1925 (deceduto); Fusco Mario, nato a Cautano nel1922 (deceduto); Minicozzi Antonio, nato a Sant’Angelo a Cupolo nel 1923 (deceduto) e Polcino Angelo Antonio, nato a Paupisi nel 1922 (deceduto). 

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