Questa mattina nella sede della Confcommercio il direttore Oreste La Stella illustrerà le proposte che sottoporrà all’amministrazione comunale in merito alla questione dei cantieri aperti in città. In realtà, le nuove istanze sono già emerse negli scorsi giorni. E molte di queste riguardano il futuro più che il presente. Con una viabilità attuale così precaria che crea tanti disagi agli automobilisti, ai cittadini e ai commercianti, infatti, sono spuntate nuove petizioni e altre proteste tese a riportare i flussi veicolari allo stato in cui erano prima dell’avvio dei lavori a Piazza Libertà. Ripristinare una circolazione rotatoria attorno all’agorà, così come i sensi di marcia precedenti su via Trinità e via Luigi Amabile, e riaprire il tratto viario sia davanti alla Provincia sia da Piazza Garibaldi a via De Sanctis costituiscono alcune delle richieste di questo documento che gli esercenti consegneranno presto all’amministrazione comunale. Due “paternità” per un solo atto, secondo le dichiarazioni registrate e la cronaca locale: da una parte la stessa Confcommercio, che pure ha già avviato un tavolo tecnico di confronto con il Comune; dall’altra i commercianti del centro storico con l’iniziativa parallela “Stop disagi”. Eppure, atteso che anche il piano traffico post cantieri dovrà essere ben ponderato prima di essere definito ed andare in vigore, lasciare appesa la situazione che ora rende molto complicato, per usare un eufemismo, il transito veicolare in tutto il centro urbano, non sembra una mossa azzeccata. Significa distogliere l’attenzione dalla ricerca della soluzione di un problema grosso, che è presente adesso e non si risolverà certo da solo. Anzi la cui via d’uscita necessita di una spinta e di un pressing costanti sui vertici del Comune e sugli assessori chiamati a verificare la fattibilità delle ipotesi sul tappeto. Anche perché, è bene ricordarlo, gli interventi di riqualificazione dureranno sette mesi salvo proroghe molto probabili. Dunque, le difficoltà e i loro riflessi sulla vivibilità, da una parte, e sugli incassi delle attività, dall’altra, non dureranno per poco tempo. Senza contare che il futuro della mobilità ad Avellino passerà per un nuovo piano traffico complessivo ed organico che dovrà tenere in debita considerazione la viabilità dell’area vasta o, come è stata ribattezzata la cintura urbana del capoluogo, del cosiddetto “Sistema città Abellinum”. Pensare oggi a questo scenario al di là da venire e non concentrarsi al meglio sul quadro a tinte fosche che si ha sotto gli occhi adesso, tutti i giorni, appare un errore strategico. E insieme un assist a chi quel problema lo deve risolvere perché ne ha il compito e il dovere anche morale.
Alessandro Calabrese