Due donne uccise in poche ore, uomini sempre più violenti. A Spilimbergo (Pn) e a Taranto le ultime tragedie della follia. Crudeltà, efferatezza e ancora sangue.
L'omicidio atroce di Sara Di Pietrantonio a Roma per mano del suo fidanzato Vincenzo Paduano, la simile e triste vicenda di Carla Caiazzo la donna di 38 anni di Pozzuoli incinta e bruciata viva ma fortunatamente salva ed ancora la terribile storia di violenza e maltrattamenti per mano sempre dell’ex, subita da una giovane donna di San Valentino Torio. Sono solo una piccolissima parte di un fenomeno sommerso, chiamato femminicidio sul quale occorre fare necessariamente fronte comune. Da gennaio 2015 i femminicidi in Italia sono stati ben 155, 8.856 le vittime di violenza e 1.261 di stalking, anche se il 90% delle donne non denuncia.
Nell’ultimo anno si contano almeno quindici casi di violenza sulle donne ad Ariano Irpino e nei comuni limitrofi, fortunatamente non finiti in tragedia.
Un segnale di apertura a questo dramma è stato rivolto alle vittime dal dirigente del Commissariato di Polizia del tricolle Maria Felicia Salerno. “Parliamo di situazioni spinose e molto delicate di violenza – ha chiarito recentemente il dirigente Salerno - ho detto a queste donne di non avere paura, di aprirsi, di raccontare la propria esperienza, per poter essere aiutate. E devo dire che siamo riusciti nel nostro intento. Alcune di loro oggi, hanno riacquistato la dignità.”
Fa riflettere ed è soprattutto di grande attualità la riflessione antropologica sul fenomeno da parte di Mercedes Russo, giovanissima sociologa irpina, preparatissima, specializzata in devianza sociale e criminale alle Federico II di Napoli da cui si evince una sorta di grido di aiuto che abbraccia tutte le donne, affinchè possano sempre far sentire alta la propria voce di fronte ad ogni sopruso. Leggi l'articolo integrale su Ottopagine News.
Gianni Vigoroso