Tre uomini riprendevano e fotografavano i nostri bambini col cellulare. Non è la prima volta. Alcune mamme avellinesi denunciano un episodio che si ripete da tempo nei pressi di Piazza Kennedy e nella strada di fronte, sotto i portici. Lì si riuniscono, con il caldo, comitive di ragazzini. E negli ultimi tempi si erano avvicinati loro degli uomini sospetti che li riprendevano e facevano fotografie. A volte chiedevano anche, senza successo, di poter partecipare ai giochi. La gente intorno e i titolari dei bar della zona li identificano con i rumeni che spesso stazionano sulle panchine dei giardinetti di fronte.
Quando nel pomeriggio di ieri le forze dell'ordine sono giunte sul posto, i sospetti si erano già dati alla fuga. Questo spiacevole episodio conferma, una volta ancora, il degrado nel quale è precipitata una delle aree verdi di Avellino. Uno spazio che per la sua posizione centrale e le sue caratteristiche potrebbe rappresentare un fiore all'occhiello della città.
Nei mesi scorsi degrado infinito: coppie che danno spettacolo all'aperto, barboni e senzatetto che si ubriacano e spesso finiscono per dar vita a risse memorabili, altri che si addormentano sulle giostre destinate ai bambini. Costretti ad andare altrove. Ma non è tutto. Non mancano infatti, nelle ore serali, tossici che approfittando della scarsa illuminazione della zona si appartano per consumare le loro dosi e poi buttano le siringhe nell'erba. Senza dimenticare la spazzatura gettata fra erba e cespugli. E gli orribili rampicanti che si attorcigliano intorno ai piloni della piazza, ribattezzati gli stendipanni. Aspettando fioriscano, stiamo freschi.
Ora l'episodio di ieri è inaccettabile perché ci sono di mezzo dei bambini che vanno tutelati, a tutti i costi. Non può la sciatteria dilagante e reiterata, sacrificare la loro sicurezza. Non può un genitore vivere simili patemi.
Un altro esempio di degrado. Buco nero che trova la sua sublimazione nella casetta di vetro che svetta fra i giardinetti. Una struttura ferma da sempre. Salvo eventi sporadici come mostre e rassegne che l'hanno animata in estate. Ora, sembra finalmente che il Comune abbia trovato un privato che se ne occuperà facendone un punto ristoro. Sulle sue spalle grava una speranza: il rilancio della zona.
Ciò che infatti l'esperienza ci ha insegnato, è che proprio dalla rinascita degli edifici e dalla capacità di riempirli con attività che sappiano coinvolgere la comunità, parte il riscatto di quelle zone urbane che sembravano perdute per sempre. Immaginare uno degli spazi centrali di Avellino che tornano a vivere e riempirsi significa rubarlo al degrado nel quale versa attualmente e regalare lo spazio proprio ai bimbi che potranno tornare a usufruirne. Senza il timore che si ripetano episodi come quelli di ieri.
Andrea Fantucchio