Un'altra tragedia al Moscati. Dopo quella di una settimana fa: vittima una bimba nata morta. Protagonista, questa volta, una giovane donna di venticinque anni, già madre di due bambini rispettivamente di tre e un anno. Trasportata d'urgenza in ospedale il primo giugno poiché aveva avvertito forti dolori all'addome nonché perdite genitali ematiche. La donna era all'ottavo mese di gravidanza e aspettava un bambino.
Ricoverata fino al sei giugno, era stata sottoposta a tutti gli accertamenti ma in quei cinque giorni non le era stato diagnosticato il polipo all'utero. La donna va a casa nonostante i suoi forti dolori. La sera del dieci giugno viene trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Moscati. I sintomi sempre gli stessi: forti dolori all'addome e perdite ematiche.
Il ginecologo di turno la visita e solo qui le viene riscontrato un polipo da operare immediatamente. Entra in sala operatoria e le viene rimossa l'escrescenza all'utero. Sembra andare tutto bene, l'operazione è riuscita, ma alle prime luci dell'alba, la giovane, ripresasi dall'anestesia alla quale era stata sottoposta, ha avvertito fra le sue gambe una presenza.
Alzando il lenzuolo, ha scorto un corpicino pieno di sangue. Si trattava del feto morto, quello che doveva nascere di lì a un mese. La giovane straziata dal dolore ha cercato di rianimarlo con le sue mani. Stringendolo, piangendo, urlando devastata dal dolore. Sono accorsi medici e infermieri, ma è stato tutto inutile.
Tornata a casa, la donna, difesa dall'avvocato Rolando Iorio, ha sporto denuncia in Procura per far luce sull'intera vicenda e, soprattutto, sulla natura e sulle modalità degli interventi subiti prima della tragedia. Ora tocca agli inquirenti fare giustizia per la povera mamma.
Andrea Fantucchio