Avellino

«La Polizia Stradale non deve far cassa, ma solo prevenire la sicurezza». Ad affermarlo è Renato Alfano, comandante della Polstrada di Avellino. Lo abbiamo sentito in merito alla vicenda del tutor sull'A16, dispositivo importante per far sì che si riduca la velocità in un tratto autostradale - quello ricompreso fra i casello di Avellino Ovest e Tufino - che negli ultimi anni ha fatto tantissime vittime, ma che sta rappresentando al contempo una tagliola sulla testa dei cittadini. Da quando il tutor è entrato in vigore, ovvero dal 25 marzo scorso, stanno fioccando le multe. Tra il Baianese, il Vallo Lauro e il Nolano ne sono già arrivate migliaia. Tante buste verdi sono giunte anche fuori Regione, ad automobilisti di Lazio, Basilicata e Puglia. Una raffica di contravvenzioni per il superamento del limite di 80 chilometri all'ora, in un tratto (quello in direzione Napoli) tra l'altro in discesa. Sanzioni che stanno mettendo in ginocchio economicamente tante famiglie. Ogni multa, infatti, si aggira attorno ai 200 euro (si paga di meno se si paga entro cinque giorni) e prevede inoltre la decurtazione di punti dalla patente di guida.

Numerosi automobilisti, ritenendo ingiusto il limite imposto da Autostrade Italiane, si stanno rivolgendo agli avvocati per impugnare le multe. Nel Baianese, a Sperone, un pool di legali aderenti all'associazione dei consumatori Konsumer Italia, è già al lavoro. Centinaia e centinaia i ricorsi già presentati al Giudice di Pace di Avellino, territorialmente competente. L'impugnazione delle multe riguarda, in particolare, le procedure di omologazione del tutor. «Ci rendiamo conto dei disagi avvertiti dagli automobilisti, ma il nostro compito è quello di far rispettare la legge. I limiti di velocità vengono fissati da altri soggetti, noi non possiamo giudicare se sono giusti o ingiusti», afferma il comandante Alfano. «La fissazione dei limiti di velocità - precisa il vertice della Polstrada di Avellino - è una prerogativa in capo all'ente proprietario, in tal caso Autostrade Italiane, che per la loro determinazione affida perizie a personale qualificato. Ripeto: la Polizia Stradale non deve far cassa, ma prevenire in materia di sicurezza».

 

Rocco Fatibene