Ha riavuto il telefonino ed il computer che gli erano stati sequestrati. E, soprattutto, ha incassato l'archiviazione dell'indagine a suo carico. Lo ha deciso il gip Maria Ilaria Romano, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro, nei confronti dello studente del Liceo Scientifico chiamato in causa dalle indagini dei carabinieri sulla bomba fatta esplodere la notte di Natale dinanzi al portone del Liceo Classico di piazza Risorgimento. Un gesto gravissimo che aveva avuto un'ampia eco nell'opinione pubblica. Il coinvolgimento del giovane era stato innescato da una foto postata sul profilo facebook. Un'immagine nella quale compariva con l'ordigno in una mano, seguita da un selfie dopo la deflgarazione. Una circostanza che lo scorso 4 gennaio gli era costata una perquisizione al termine della quale i militari avevano portato via il cellulare ed un pc successivamente analizzati, su incarico dell Procura, dal consulente informatico Pietro Izzo.
Ascoltato sia nell'immediatezzi, sia agli inizi di marzo come indagato, alla presenza del suo difensore, l'avvocato Italo Palumbo, il 18enne si era detto del tutto estraneo alla vicenda, ammettendo di essersi fatto fotografare con la bomba in mano (un momento di superficialità e protagonismo assurdi), ma di non aver avuto alcun ruolo né per procurarla, né rispetto all'uso che ne sarebbe stato fatto. Aveva ricostruito i suoi movimenti, l'arrivo in piazza Risorgimento in compagnia di due amici e quello, successivo, di altre persone. Fornendo una serie di elementi, riscontrati atttraverso l'escussione di altri ragazzi, che sono risultati utili all'identificazione dei due autori del gesto, la cui posizione è stata stralciata ed è al vaglio della Procura per i minori di Napoli. Un quadro che ha indotto il titolare dell'inchiesta a proporre, ottenendola, l'archiviazione della posizione di G.M.
Come si ricorderà, l'esplosione aveva sventrato l'ingresso del Giannone. Un'azione immortalata da una telecamera, fotogrammi che hanno riempito l'attività investigativa su un episodio accompagnato anche dalle polemiche scoppiate in realazione al possibile movente dell'attentato. Nel mirino la partita di alcuni giorni prima, in ricordo di una docente e a scopo benefico, tra Giannone e Rummo, e l'acredine che avrebbe scatenato in qualcuno, ma anche e soprattutto i sentimenti di vendetta che sarebbero stati nutriti nei confronti del Classico per ragioni legate al cattivo rendimento scolastico.
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