Salerno

Le violenze sessuali ai danni di ragazzine sono in aumento. Più di quello che dicono i freddi numeri. Sono tanti i casi che non vengono denunciati. Per paura, spesso. Ma anche – e forse soprattutto – per evitare un'altra violenza.

Il racconto che ha fornito in diretta Pina Mossuto, responsabile dell'Associazione Spazio Donna di Salerno, nel corso della trasmissione Parliamone un po', con Pierluigi Melillo e Luciano Trapanese, in onda su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), è sconcertante. E non sarebbe l'unica.

«La madre di una ragazzina si è rivolta a noi. Sua figlia, una 14enne, è stata stuprata nell'androne del palazzo da un giovane, un vicino di casa. Una violenza brutale, che ha lasciato segni evidenti nella piccola. Le abbiamo parlato, volevamo convincerla a denunciare la cosa. Sapete cosa ci ha risposto? No, grazie. Ho già subito abbastanza, non sopporterei altre umiliazioni. Questa volta in pubblico».

E la vicenda si è chiusa lì, come tante altre.

«Per non parlare di quello che accade in alcune scuole, anche lì ragazzine abusate. E' spesso il branco che agisce. Prima violenta e poi minaccia. Il silenzio viene vissuto come l'unica difesa».

«Basta vedere quello che è accaduto a San Valentino Torio – ha aggiunto Pina Mossuto -, una 14enne violentata dal branco e ora c'è già gente in giro che è pronta a dire che se l'è cercata, che la ragazzina indossava pantaloncini troppo corti. Quasi fosse un peccato, o una istigazione a delinquere».

Per la responsabile di Spazio Donna, i casi di violenza su ragazze che restano impuniti sono tanti. Troppi.

Violenze che continuano sui social. Quando alle vittime viene inflitta anche una orribile gogna mediatica. Violentate e insultate. «Se era una ragazza per bene non si trovava in quella situazione». Ignorando, oltretutto, che in quel garage la 14enne è stata trascinata con la forza. Cha ha tentato in tutti i modi di opporsi, come ha dimostrato il video. Ma lei ha comunque reagito e ha denunciare tutto. Ci vuole coraggio, lo stesso che è mancato e manca a tante coetanee che subiscono identica sorte. Bisognerebbe aiutarle e proteggerle. Cosa che non avviene. Dopo la denuncia sono invece lasciate lì, spesso da sole, a confrontarsi con chi continua a ripetere come un mantra: ma quale violenza, lei ci stava...

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