«Saldare terra e cielo secondo due testi che sono un riferimento: il Vangelo e la Costituzione perché, tra gli uomini, è la politica che deve orientare il bene comune».
Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie non fa preamboli, va dritto a punto. Sulla propria pelle ha sperimentato che la lotta al male, quella vera, è difficile. Mette in pericolo, devasta, uccide. Vive sotto scorta don Luigi eppure continua ad essere presente con un impegno costante.
A Benevento dà il benvenuto al nuovo Coordinamento Provinciale della sua associazione. Lo fa in piazza Aldo Iermano (nel piazzale della chiesa dell'Addolorata), al Rione Libertà, alla presenza dei familiari di Raffaele Delcogliano, Aldo Iermano e Tiziano Della Ratta che, per mano della criminalità, hanno perso la vita.
Cita Papa Francesco e avverte: «Occorre consapevolezza e non una fiducia irrazionale nel progresso e nelle capacità umane. Bisogna prendere dolorosa coscienza e riconoscere il contributo che ognuno può portare per il bene comune».
La strada è sempre orientata dalla luce della memoria che deve essere faro per il futuro e non «vuota retorica e inutili celebrazioni. Tiziano Aldo e Raffaele sono vivi se li ricordiamo attraverso il nostro impegno».
L'invito di Don Luigi è a «sentire i problemi del mondo come sofferenza personale. I numeri impietosi che ci consegna l'Istat sono volti. Sono i 4 milioni di persone che vivono in povertà assoluta. E' di questo che dobbiamo prendere dolorosa coscienza. E' per loro che occorre la responsabilità e l'impegno della politica e delle istituzioni, a cui tutti noi dobbiamo fare da pungolo».
Il messaggio ai più giovani parte dalla conoscenza. «E' quella la via maestra del cambiamento perché c'è troppo sapere di seconda mano e per sentito dire».
Si rivolge al neo sindaco Clemente Mastella e dopo gli auguri gli chiede di lavorare per una città educativa.
«Dico no alle generalizzazioni. C'è una politica che lavora e fa bene. Combatte il male e spesso paga per questo. Ma attenti a chi di potere è malato».
E poi l'omertà, il silenzio che uccide. «Chi non denuncia fa il male proprio come chi lo commette».
Il suo pensiero vola ai familiari delle vittime di mafia che mai sapranno la verità.
Il suo invito è a quella rivoluzione culturale che ci potrà rendere «cercatori di verità e costruttori di giustizia».
Gli applausi in piazza Iermano lo accarezzano. Sottolineano il sostegno per la sua grande battaglia. Lo fa la gente comune. Lo fanno le istituzioni tutte presenti all'incontro.
A loro, dopo i saluti di Don Michele Villani, parroco dell'Addolorata il compito di inquadrare la realtà locale che non è “l'isola felice che si crede”.
Su questo si sofferma anche il Portavoce del neonato coordinamento Libera di Benevento, Michele Martino: «In questa città la camorra c'è anche se non si spara. Perché laddove c'è usura, droga, racket e un aumento esponenziale della prostituzione la camorra è presente e c'è anche un grande indice di corruzione».
Ad introdurlo anche Fabio Giuliani, referente di Libera Campania che ha messo in evidenza la grande solidarietà che altre associazioni: dagli scout all'Anpi dimostrano sempre all'associazione che lotta contro le mafie.
Mariateresa De Lucia