Avellino

“Basta domande della minchia!” - Ha esclamato Foti - “In direzione dei giornalisti che assediavano l'assessore ai Lavori Pubblici, Costantino Preziosi durante la conferenza di presentazione di un'altra porzione di Piazza Libertà - “Chiedetegli di quelle”. Ha detto indicando forse le transenne che ancora circondano parte della piazza che ancora non vede la luce. Siamo alla terza inaugurazione incompleta, senza contare le fontane per le quali, prima della fine di luglio, non dovrebbero esserci novità. O forse, e questo ci appare più improbabile, il primo cittadino si rivolgeva ai resti di un bivacco lasciato dai vandali. Vista la mancanza di un circuito di sorveglianza intorno ai lavori, telecamere per le quali il povero Preziosi non ha però colpe.

Poi, c'è stata una domanda inevitabile sul caso biciclette al corso. Come ci aveva già detto durante l'inaugurazione della funicolare, Foti ha spiegato che lui non poteva certo vietare le bici. Ma, quello che le forze dell'ordine hanno intercettato dopo l'incidente del piccolo Pedro, era “un ciuccio vecchio”. La sorveglianza ci vuole, ha spiegato Foti, soprattutto per i giovani su due ruote che dimostrano di infischiarsene del buon senso. Il sindaco, poi, si è appellato proprio al buon senso dei cittadini, affinché simili episodi non succedano più.

Sul caso di ieri dell'uomo che spiava ragazzine al Santo Spirito, Foti è stato categorico. Questi personaggi disgustosi si combattono col controllo. Ho già dato ad Arvonio disposizioni in merito.

Inevitabile un passaggio sulla sua esperienza amministrativa che sta per affrontare una prova decisiva, l'approvazione del bilancio. Se la maggioranza non darà il suo sì, il sindaco andrà a casa.

Foti sull'argomento ha di fatto confermato quanto già detto nei giorni precedenti, si rimetterà al giudizio dell'aula. I suoi occhi lucidi, però, e l'espressione contrita, non cancellavano l'ipotesi di un addio che il sindaco mette ormai in considerazione.

Se questo sarà l'epilogo, “l'unico dispiacere sarà nei confronti degli avellinesi. Verso i quali aveva preso il suo impegno”.

Una tranquillità non intaccata nemmeno dal rinvio a giudizio al quale è stato sottoposto per il caso smog. Il processo si aprirà a novembre e coinvolgerà anche l'ex sindaco, Giuseppe Galasso, “Ho un'esperienza da avvocato, il rinvio a giudizio era inevitabile. Ma mi difenderò. Posso dire fin da ora, che ho consegnato tutte le carte che dovevo”.

Ciò che resta, aspettando il consiglio comunale di oggi pomeriggio, è l'impressione che il sindaco, libero dal peso di un ruolo da mantenere a tutti i costi, si sia finalmente sfogato. Un'onestà e una franchezza che abbiamo apprezzato. Continui su questa strada anche in futuro. Si liberi dei suoi padrini politici e di accordi che ormai sono davvero ridicoli, dimostri l'amore che dice di avere per Avellino. Lo stesso amore che quegli occhi lucidi hanno rivelato. Non siano lacrime di coccodrillo.

Andrea Fantucchio