Avellino

Donne e ragazzine brutalmente violate. Picchiate, insultate, derise, perseguitate, stuprate, perfino uccise. Donne che denunciano con coraggio, altre che non lo fanno, e che con un coraggio diverso rimangono al loro posto nonostante tutto. Sacrificando se stesse per non mettere a repentaglio i figli. Le vittime di questa terribile settimana di cronaca, sono state proprio loro, le donne. Di tutte le età. Ragazze nel fiore degli anni, e madri di famiglia che da tempo subiscono umiliazioni di ogni tipo.

Destini diversi, accomunati dalla stessa matrice di dolore inflitto da chi di quelle donne si sente il padrone, assoluto o occasionale.

Tutto è iniziato in un garage. Dove una quattordicenne di San Valentino Torio è stata trascinata dal branco di coetanei che l'ha stuprata. Immagini terribili, fissate nella mente di tutti noi, dal circuito delle telecamere prima, e dalle parole dei protagonisti poi. Quella madre che abbiamo adottato tutti, mentre metteva a nudo il suo dolore. E quella ragazzina tradita dalla fiducia nelle persone sbagliate. Persone delle quali si fidava.

C'è stato anche chi ha continuato ad umiliare quella ragazzina. Con commenti riprovevoli, “te la sei cercata”, dicevano, “guardate come andava vestita”. Gli improbabili sacerdoti del tempio riversavano in rete tutta la loro idiozia. Non erano meno grotteschi dei protagonisti della vicenda nascosti dietro l'indegna difesa dell' “era una ragazza facile”. Un oggetto del quale approfittare con la forza.

Stessa umiliazione subita dalla 32enne di Avellino della quale vi abbiamo raccontato ieri. Da anni sottostava ai voleri di un marito padrone che la picchiava, la umiliava, la stuprava, senza che lei potesse batter ciglio. Con quella bimba piccola da difendere a tutti i costi, lumicino da far sopravvivere nella notte della vita. Mentre la sua dignità veniva calpestata e fatta a pezzi dall'arroganza del suo aguzzino. La medesima arroganza con la quale a Benevento, da tempo, un 53enne picchiava la compagna e la insultava ripetutamente. Senza scordare l'episodio della piccola Maria stuprata e uccisa che ha scosso tutta Italia.

Nel mezzo altri fatti di violenza: un ragazzina di Salerno violentata nell'androne del suo palazzo. Incapace di denunciare l'accaduto, perché terrorizzata da quello che gli altri potevano pensare. Mentre ad Avellino, un tentativo di stupro cadeva nel vuoto e la ragazza riusciva a sfuggire al giovane ragazzo di colore che poi è stato arrestato. Ed è diventato simbolo contro il quale sfogare le paure ataviche verso lo straniero.

Storie differenti che ci hanno fatto riflettere, rendendoci partecipi del dolore di quelle donne. E del coraggio necessario a sottrarsi a situazioni che spesso appartengono a contesti che incrociamo ma sui quali non ci soffermiamo abbastanza. Scavando oltre le apparenze. Le stesse che animano giudizi superficiali che, altrettanto spesso, sono offensivi almeno quanto le situazioni che vogliono denunciare.

Andrea Fantucchio