Benevento

L'attenuazione della misura per sette indagati, la revoca per altri tre. Sono le decisioni adottate dal gip Flavio Cusani dopo gli interrogatori delle nove persone arrestate (per una decima l'obbligo di firma) il 27 giugno nell'inchiesta su alcune gare d'appalto del Comune di Benevento che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti. A distanza di una settimana dal momento in cui vi era entrato, lascia il carcere Angelo Mancini (avvocato Vincenzo Regardi), 46 anni, dirigente (sospeso) di Palazzo Mosti, ora agli arresti in casa.

L'obbligo di dimora è stato invece disposto per sei imprenditori che erano finitti ai domiciliari: Mario Siciliano (avvocati Roberto Prozzo e Luigi Giuliano), 52 anni, Pietro Ciardiello (avvocato Roberto Prozzo), 68 anni, di Benevento, Giuseppe Pancione (avvocati Dario Vannetiello e Raffaele Scarinzi), 56 anni, di San Martino Valle Caudina, Pellegrino Parrella (avvocati Dario Vannetiello e Teodoro Reppucci), 54 anni, di Roccabascerana, Antonio D'Addona (avvocati Antonello Aucelli e Vincenzo Fiume), 52 anni, di Montecalvo Irpino, Guido Mastantuono (avvocato Alessio Lazazzera), 50 anni, di Montecalvo Irpino, quest'ultimo comparso questa mattina dinanzi al giudice.

Il dottore Cusani ha infine revocato gli arresti domiciliari ad Angelo Collarile (avvocato Nino Lombardi), 44 anni, e Fioravante Carapella (avvocato Nunzio Gagliotti), 54 anni, e l'obbligo di firma ad Angelo Pilla (avvocato Federico Paolucci), 55 anni, di Benevento.

Secondo il gip, che ha ricordato come dal momento in cui l'ordinanza era stata emessa (il 18 giugno) siano diminuite le esigenze cautelari anche alla luce di sospensioni e dimissioni dagli incarichi, e di un nuovo quadro politico-amministrativo emerso dalle elezioni comunali, gli interrogatori hanno rafforzato il quadro indiziario. Perchè le dichiarazioni di Carapella e Collarile, di “cui si è potuto verificare la credibilità”, sono state ulteriormemte supportate da una serie di precisazioni che hanno confermato le circostanze al centro dell'attività investigativa.

Come si ricorderà, con l'eccezione di D'Addona e Ciardiello, che si erano avvalsi della facoltà di restare in silenzio, affidando le loro ragioni ad una memoria difensiva, tutti gli altri indagati avevano risposto alle domande del gip e del sostituto Nicoletta Giammarino, che ha diretto con il Procuratore reggente Giovanni Conzo il lavoro dei carabinieri.
La parola passa ora al Riesame: l'8 luglio sarà discusso il ricorso presentato dal legale di Mancini.

Esp