Capello biondo e piede veloce. Sia chiaro, non vi stiamo parlando dell’eroe epico Achille, ma di un altro piccolo nome che, magari, qualche amante beneventano della sfera di cuoio, in futuro ricorderà di più rispetto al semidio greco. Amato Ciciretti lo scorso anno ha deliziato la platea sannita con giocate sopraffine, tanti assist e ben sei marcature. Nessuna, però, al Ciro Vigorito. Per quelle ci sarà tempo, soprattutto se “Dragon Ball" non dovesse cambiare casacca per raggiungere mete più ambite. Di questi tempi, si sa, radio mercato impazza, così come le coronarie dei supporters giallorossi che vogliono ancora assistere da vicino alle sue giocate: “Tranquilli – esordisce – sono in vacanza e non so proprio niente. Mi godo il sole della Grecia in attesa di raggiungere Benevento. Il ritiro avverrà la prossima settimana, devo farmi trovare pronto perché è proprio in quei giorni che si prepara al meglio la nuova stagione. La serie B è dura. Non l’ho mai fatta e non vedo l’ora di cominciare”.
E’ curiosa la carriera di Amato Ciciretti. La Roma ci aveva visto bene quando lo accolse nel suo settore giovanile. Poi, stranamente, lo ha spedito in Lega Pro come i ragazzi di “fascia B” del suo vivaio. Lo scudetto conquistato con la Primavera non è bastato per fargli fare le ossa in un campionato importante come quello cadetto. Le piazze scelte dal club capitolino non sono ambiziose: Carrarese, L’Aquila, Pistoiese e Messina. Le prestazioni altalenanti causano lo strappo con Bruno Conti e Amato si ritrova solo, questa volta a Benevento, dove può sentire meglio l’odore di casa girando tra l’arco di Traiano e il teatro romano. Arriva la consacrazione con un campionato da incorniciare e prestazioni di alto profilo: “Benevento mi ha dato tanto e spero di avergli dato anche io qualcosa. Sono legato molto a questa piazza, non lo nascondo”.
Quanto ha pesato Auteri sulla “resurrezione” di Ciciretti? Noi semplici osservatori potremmo dire tanto, ma questo fa parte del passato. Al timone ora c’è un altro generale, uno che con i calciatori “baby” ha una certa affinità: “Baroni è stato in piazze importanti ed è quello che ci serviva dopo l’addio di Auteri. L’ho affrontato in Primavera quando era alla Juve. E’ molto preparato”.
A Benevento è un po’ “soldato romano” e un po’ dragon ball. Un po’ storia e un po’ fumetto, come la veronica fatta contro il Lecce o il suo modo di essere ironico e divertente lontano dal campo. Ma sul rettangolo verde, però, tutto passa in secondo piano e Amato Ciciretti vuole essere sempre più protagonista, questa volta in una categoria importante come la B che la Roma, purtroppo, non gli ha mai concesso.
Ivan Calabrese