Nel corso dell’incontro, tenutosi oggi pomeriggio a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda Pisano ha illustrato il progetto di una nuova fonderia di seconda fusione. Erano presenti alla riunione, presieduta da G. Castano del Mise, l’assessore A. Lepore della Regione Campania, il rappresentante di Invitalia A. Palmitelli, il rappresentante dell’azienda Ciro Pisano accompagnato dai suoi collaboratori, le OOSS nazionali e territoriali della Fiom-Cgil e CGIL e le RSU.
Il nuovo stabilimento, illustrato dai vertici aziendali, darà particolare importanza all’impatto ambientale che andrà a generale sul territorio circostante, con impianti nuovi e di ultima generazione, con recupero energetico e abbassamento dei valori emissivi ben inferiori ai limiti previsti dalle norme. L’investimento complessivo ammonta a oltre 43 milioni di euro. Inoltre l’azienda durante l’incontro ha mostrato la volontà di procedere nel minor tempo possibile alla realizzazione delle nuove fonderie, permettendo così di mantenere invariati i livelli occupazionali attuali. Ovviamente questo progetto richiederà la partecipazione di tutta la filiera istituzionale nel riuscire ad individuare finalmente un sito adatto per la delocalizzazione, tenendo presente l’importanza del mantenere una continuità produttiva che resta un punto di fondamentale importanza proprio per la sopravvivenza dell’opificio. La proprietà ha mostrato inoltre il suo interesse nel non voler interrompere il ciclo produttivo nel sito di Fratte, sottoponendosi anche a controlli e monitoraggi più intesivi e quotidiani.
Il Mise ha mostrato di condividere l’importanza delle richieste avallate dai vertici aziendali, la necessità del mantenere una continuità produttiva e la validità del progetto presentato, dichiarando di impegnarsi a valutare attraverso Invitalia quanto presentato in breve tempo.
Dello stesso avviso la Regione Campania che ha ribadito ancora di voler fornire tutto il supporto necessario per una rapida ricollocazione delle Fonderie Pisano, linea portata avanti con forza anche dai sindacati che premono sull’importanza del tutelare anche i 150 lavoratori delle Fonderie.
Proprio per tenere viva l’attenzione sulla questione “delocalizzazione” il Mise e la Regione Campania convocheranno entro il prossimo settembre un nuovo tavolo istituzionale che valuti proprio l’andamento della situazione.
Sara Botte